«THE VERY BEST OF SHERYL CROW - Sheryl Crow» la recensione di Rockol

Sheryl Crow - THE VERY BEST OF SHERYL CROW - la recensione

Recensione del 17 dic 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Ci sono artisti che sono difficilmente catalogabili in un genere musicale. Prendete Sheryl Crow: la copertina di questa raccolta, o i video dei singoli estratti dall’ultimo disco “C’mon C’mon”, potrebbero far pensare ad una sorta di clone di Jennifer Lopez, una cantante pop belloccia che punta tutto sul sex appeal. Poi ascolti la sua musica, magari noti che nelle foto o nei video imbraccia quasi sempre una chitarra, e ti rendi conto che arriva da tutt’altra parte. Dal rock americano “tradizionale”, quello a metà tra la musica elettrica e il cantautorato. E in questo solco la Crow è una numero 1. Peccato che la sua immagine, soprattutto negli ultimi tempi, abbia virato in maniera così decisa verso il "poppettaro".
Copertina a parte, questa raccolta può servire a riportare sui giusti binari l’idea che abbiamo di questa cantante. Una che, come forse molti dei cantanti/autori di questo filone neo-tradizionalista, non ha detto granché di nuovo nella sua carriera. Ma quello che ha detto - e cantato - , l’ha detto - e cantato – davvero bene. Tanto per intenderci: sentite il trattamento riservato all’inedito di punta di questo best, “The first cut is the deepest”, cover di Cat Stevens. Una canzone esemplare nell’unire pop melodico e strumentazione rock, in quel modo che solo gli americani sanno fare senza sembrare melensi o piacioni. Peccato che non sia presente un’altra bella cover che la Crow ha inciso qualche tempo fa, per la colonna sonora di un film: “Sweet child o’ mine”, dei Guns n’ Roses, altrettanto bella.
In “The very best…” c’è comunque un gran bel campionario di pezzi originali, che la Nostra ha sapientemente scritto nella sua carriera: dalla “fun music” di “All I wanna do” e “A change would do you good” alle ballatone “Run, baby run” e “I shall believe” a mid tempo perfetti nella loro piacevolezza come “My favorite mistake” e “If it makes you happy”, passando per il cantautorato di “Strong enough”.
La sensazione più evidente è che la prova migliore di Sheryl Crow rimanga l suo primo disco, “Tuesday night music club”. Ma anche il resto è musica perfetta per un viaggio in macchina. Sperando di non distrarsi guardando quelle foto alla J.Lo, perché poi si rischia di andare a sbattere contro un muro…

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