«PRIMA DI PARTIRE - Irene Grandi» la recensione di Rockol

Irene Grandi - PRIMA DI PARTIRE - la recensione

Recensione del 26 giu 2003

La recensione

Tre mesi di isolamento in una grande casa all’Elba sono bastati a Irene Grandi per comporre una buona parte di questo nuovo album, almeno quelli in cui, dice lei, il suo lato istintivo è messo a nudo: “Il tuo cuore è il mio letto”, “Oltre”, “La domenica 69” che indica un anno di nascita e non una posizione, “Io bucolico” ma anche “Matra Simca rosa”, e “Una nuvola bianca”. Poi ci sono i tre brani con lo zampino della premiata ditta Rossi/Curreri: per esempio il singolo di lancio del disco, “Prima di partire per un lungo viaggio”, e poi “Ninna nanna” e ancora “Buon compleanno”, queste ultime due scritte da Pia Tuccitto e arrangiate da Niccolò Fragile.
Dice Irene Grandi che con questo disco ha scoperto ancor più che in passato la sua vena rock. Del resto che altro avrebbe potuto fare? In fondo lei occupa, oggi, il posto che fino a pochi anni fa è stato di Gianna Nannini (e arrochisce la voce proprio come lei in certi passaggi “urlati”: basta ascoltare il singolo per accertarsene). Non è un male, in generale, che questo sia successo: c’era un buco, andava riempito. Non è male, in particolare, nessuno dei brani di “Prima di partire”; alcuni – a partire, appunto, dal singolo – sono davvero notevoli. Questa roba qui a tratti fa battere il piede a chi l’ascolta, insomma, e a tratti invoglia a ballare. Un po’ fa riflettere, un po’ rende nostalgici; contiene una serie di stimoli che di solito difficilmente coabitano sotto lo stesso tetto. “Oltre” ha un attacco (parliamo della voce di Irene) un po’ troppo simile a quello di un’altra sua vecchia canzone (chi indovina quale è bravo. Noi però non facciamo le spie). Tra i brani migliori “Ninna nanna” (non a caso prodotta da Vasco), la divertente “Buon compleanno” (idem), poi “Io bucolico”, suonata dal bravo Stefano Bollani, che riesce persino a emozionare (una vera rarità) e che potrebbe fare tranquillamente da colonna sonora a un film italiano, magari girato da un regista di origine turca.
L’abbiamo già detto? Lo ripetiamo: “Prima di partire” è un buon lavoro. Le canzoni non sono moltissime (dieci) ma, come si dice, quello che conta è la qualità. Aspettiamo evoluzioni ulteriori e nel frattempo alziamo al cielo una preghiera: che la copertina del prossimo disco sia un po’ meglio di questa. Qui in mezzo a un campo di grano volteggiano sei (sei!) orribili cloni ghignanti di Irene Grandi, che tra l’altro, come si dice in gergo, sono stati “scontornati” con la scure, o qualcosa di simile. Aiuto.


(Paola Maraone)
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