«MINI - SKIRT - Hormonauts» la recensione di Rockol

Hormonauts - MINI - SKIRT - la recensione

Recensione del 08 mag 2003

La recensione

L'estetica rockabilly non ha più conosciuto grossi sconvolgimenti o momenti di particolare gloria dopo la rinascita degli anni '80, che ha prodotto almeno un nome da grandi vendite (gli Stray Cats) e una miriade di gruppi impegnati a far rivivere il verbo di Eddie Cochran e Gene Vincent coniugando il rispetto per gli anni '50 e la carica necessaria per emergere in una scena dove il ciclone punk aveva lasciato un segno indelebile. Gli Hormonauts vengono da lì e non lo nascondono: formazione essenziale a trio, uso del contrabbasso invece del più comune basso elettrico, tatuaggi in bella vista e ciuffi da manuale. Fortunatamente, non si limitano a mettere in scena la replica di un revival. Se Brian Setzer è riuscito a sfogare le sue ossessioni retrò e ritrovare un pubblico reinventandosi come leader di un'orchestra swing, nel loro piccolo gli Hormonauts tengono conto di quanto è accaduto in questi anni in tema di recupero del passato. Il rock 'n' roll resta dunque il motore della loro musica, ma non la sua sola ragione di essere. Il trio base si allarga spesso a quartetto con le tastiere di Enrico Zavalloni (Hammond, Farfisa e Moog) che aggiungono un gradevole tocco sixties/lounge a diversi brani. Così possono entrare in gioco facilmente una cover di "Tainted love" (non è un'idea nuova per un gruppo rockabilly, visto che i Boppin' Kids ci avevano già pensato parecchi anni fa, ma funziona ancora bene), un pezzo che non sfigurerebbe in una di quelle compilation con la parola cocktail nel titolo come "Mojito Joe" e il ritmo in levare in odore di ska di "Lonesome train (on a lonesome track)". A condurre il gioco sono comunque la chitarra e la voce di Andy MacFarlane, saldamente ancorate alla lezione dei maestri del rock 'n' roll originale e ai loro nipotini di venticinque o trent'anni dopo. Ne esce un album leggero e divertente che soprattutto mette voglia di vedere il gruppo sul palco, che è probabilmente il terreno d'azione più congeniale agli Hormonauts. E' noto infatti che lo studio di registrazione ha un po' l'effetto del bromuro sugli ormoni…

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

01. A life time away
02. Mini-skirt
03. Tainted love
04. Mojito Joe
05. Hormone hop
06. The girl at the station bar
07. I see two
08. Hot rod tattoo
09. You just won't go
10. Where's my angel
11. Lonesome train (on a lonesome track)
12. Hormone bomb
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