«CONCERTO GROSSO N. 1 E N. 2 - New Trolls» la recensione di Rockol

New Trolls - CONCERTO GROSSO N. 1 E N. 2 - la recensione

Recensione del 28 ago 2018

La recensione

di Ivano Rebustini

Durante l’estate, riscopriamo album classici della musica italiana, con recensioni dall’archivio di Rockol. 

“Formulo la presente in nome e per conto del sig. Ivano Rebustini, il quale mi ha conferito l’incarico di dare idonea pubblicità alla sua decisione di limitarsi, nella recensione che vi allego, ad affrontare esclusivamente gli aspetti artistici - ove ne riscontrasse - del CD in oggetto, omettendo di affrontare in alcun modo tematiche legate all’utilizzo del marchio New Trolls e in generale alla disputa insorta sul diritto al nome del gruppo musicale. Distinti saluti. Avv. Angelo Del Diavolo”.

Ottima idea, aiutata dalla durata non certo imponente (16 minuti e 5 secondi il primo, 12 e 32 il secondo, per quasi settanta minuti di musica se aggiungiamo improvvisazioni - ehm… -, cover, omaggi - doppio ehm - e canzonette), quella di pubblicare in un unico cd i due Concerto grosso, i due Concerti grossi, insomma, i due dischi che i New Trolls realizzarono insieme a Luis Enriquez Bacalov, il musicista argentino che nel ’95 ha vinto l’Oscar per la colonna sonora del “Postino” di Neruda e Troisi.
Attenzione, però. Il “vero” Concerto grosso, con tutti i suoi pregi e gli altrettanti suoi difetti, è il primo, non a caso il più famoso, uscito nel 1971 per la Cetra, l’etichetta storica della band genovese, schierata in quella che resta la miglior formazione di sempre, il New Trolls Dream Team: Vittorio De Scalzi alle tastiere, Gianni Belleno alla batteria, Nico Di Palo alla chitarra e Giorgio D’Adamo al basso, tutti variamente impegnati con l’ugola, anche se i cantanti riconosciuti sono De Scalzi e Di Palo. Una diarchia vocale, e non solo, su cui si costruiranno trionfi e tonfi del gruppo, se ne consumeranno i tradimenti, si scivolerà in ripicche e bassezze per riscattarsene un istante dopo.
Tornando al Numero Uno, l’anno prima era uscito “Concerto for group and orchestra” dei Deep Purple con la Royal Philharmonic Orchestra; il disco dei New Trolls è la risposta tutta italiana, “un Concerto grosso alla maniera barocca in cui le parti solistiche fossero svolte da un complesso underground”, come spiegano con un linguaggio che oggi fa sorridere le note di copertina firmate da S.B., Sergio Bardotti, il produttore dell’album (con una buona lente d’ingrandimento e dieci decimi le potete leggere anche sul booklet del cd).
Forse non tutti sanno che l’opera era nata come colonna sonora del film “La vittima designata”, un B movie con Tomas Milian e Pierre Clementi, diretto da Maurizio Lucidi (lo stesso che nell’81 avrebbe girato “La maestra di sci”) e “liberamente ispirato” a “L’altro uomo” di Hitchcock; la band fa una comparsata nel ruolo di un gruppo di fricchettoni che passeggia lungo le calli di Venezia (con Nico Di Palo che intona, chitarra a tracolla, una versione country del tema portante). Va a finire però che la creatura scappa di mano ai suoi artefici, fino a diventare una delle pietre miliari del prog italiano, grazie anche alle improvvisazioni “pilotate” che occupavano l’intero lato B del 33 giri, con i New Trolls a fare un po’ i Jethro Tull, un po’ i Vanilla Fudge, tremendi assoli come si usava allora, il tutto registrato ufficialmente in diretta.
Ingenuità, d’accordo, presunzione, d’accordo, kitsch, d’accordo, ma l’ascolto del “Concerto” non è mai fastidioso, e spesso riesce gradevole e qualcosa di più, vedi l’”Adagio” replicato in versione “hendrixiana”, quello del verso preso in prestito da Shakespeare - “to die, to sleep, maybe to dream” -, del quale Patty Pravo avrebbe inciso due anni dopo una cover fin troppo drammatica.
“Concerto grosso numero 2” arriverà nel ’76 su etichetta Magma, dopo che Bacalov aveva fatto due volte le corna al gruppo: la prima nel ’72 con gli Osanna - “Milano calibro 9 (Preludio Tema Variazioni e Canzona)”, colonna sonora dell’omonima pellicola -; la seconda nel ’73 con Il rovescio della medaglia (“Contaminazione”). “Numero 2” non è cosa, sia l’area baroccheggiante, sia la zona pop-rock. La formazione è il classico quartetto, riformatosi dopo (omissis…), con l’aggiunta di Ricky Belloni, già nella Nuova Idea, responsabile di una delle più belle pagine chitarristiche della musica italiana di sempre, insieme ad Alberto Camerini, nella suite “Volo magico” di Claudio Rocchi. Il giochino del “Concerto” ormai mostra la corda, peccato che non risollevi la situazione il lato B, dove in particolare “Vent’anni” è un imbarazzante bilancio in parole, musica e falsetti che fa sembrare un capolavoro “Come passa il tempo” di Vandelli, Dik Dik e Camaleonti. “Bella come mai” è una specie di “Tanta voglia di lei” in salsa NT, “Let it be me” una canzone di Gilbert Becaud (“Je t'appartiens”) che bisognava lasciare dove la si era trovata, “Le roi soleil” uno scherzo alla Queen di “Bohemian rapsody”. Dignitosa “Quiet seas”, cantata da Vittorio De Scalzi in inglese, se non sembrasse il parto di un cantautore canadese francofono.
E con i New Trolls abbiamo finito. Ma non abbiamo finito con il Concerto grosso: dopo tanti anni, Numero 1 e Numero 2 sono stati eseguiti per la prima volta dal vivo al Piccolo Regio “Giacomo Puccini” di Torino il 5 maggio 2000; Vittorio De Scalzi e il suo troncone di NT (che si chiama La storia dei New Trolls, mentre quello di Belloni, Di Palo e Usai ha preso il nome de Il mito New Trolls) sono stati accompagnati dal violino solista di Marcello Bianchi e dall'ensemble cameristico “Niccolò Paganini” di Genova nella tipica struttura barocca, diretti da Maurizio Salvi (nel gruppo ai tempi di “Searchin' for a land” e “UT”). Il progetto è documentato da un cd live (che comprende anche “Le roi soleil” e altri brani più o meno famosi della band), allegato nel 2001 al quotidiano “La Stampa” e diventato un vero e proprio pezzo da collezione. Se davvero esiste.
Postscritto: per i curiosi (com’ero anch’io, prima di ottenere soddisfazione) dell’attuale geografia New Trolls e dei suoi risvolti, allego stralci della lettera con la quale l’avvocato Carlo Paolessi (un vero legale, non come il mio avvocato Del Diavolo) informa Rai, Mediaset, La Sette e Mtv del modo in cui “il Tribunale di Genova ha posto fine alla disputa insorta sul diritto al nome del gruppo musicale New Trolls”. Le cose stanno così: “Il G.U. Dott. Vigotti, in accoglimento della domanda proposta dal sig. De Scalzi e confermando la precedente ordinanza cautelare, ha dichiarato che né Vittorio De Scalzi, ne Arturo Belloni, né Giovanni Belleno possono singolarmente utilizzare il marchio New Trolls; inibisce, pertanto, a Vittorio De Scalzi, Arturo Belloni e Giovanni Belleno di usare il marchio New Trolls con riferimento alla propria attività musicale professionale e di partecipare ad alcuna manifestazione sotto il predetto marchio. In conseguenza di tale pronuncia nessun artista singolarmente o congiuntamente ad altri musicisti può utilizzare tale denominazione”. Ecco perché i New Trolls sono morti, e dalle loro ceneri sono sorti La storia dei New Trolls e Il mito New Trolls. I posteri diranno se sarà stata una bella trovata o una solenne cazzata.

 

TRACKLIST

Concerto grosso n. 1
“Allegro”
“Adagio (Shadows)”
“Cadenza - Andante con moto”
“ Shadows (per Jimy Hendrix)”
“Nella sala vuota, improvvisazioni dei New Trolls registrate in diretta”
Concerto grosso n. 2
“Vivace”
“Andante (Most dear lady)”
“Moderato (Fare you well dove)”
“Quiet seas”
“Vent'anni”
“Bella come mai”
“Let it be me”
“Le roi soleil”

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