«IL CUORE A MODO MIO - Alexia» la recensione di Rockol

Alexia - IL CUORE A MODO MIO - la recensione

Recensione del 17 mar 2003

La recensione

Solo gli stupidi non cambiano mai idea. E - già vocalist, già regina dei dancefloors nostrani - la vocalmente dotatissima Alessia Aquilani da La Spezia ha mostrato da tempo di essere tutto fuorché stupida. Passare dalla dance al pop oltreché dall’inglese all’italiano non è indolore, specie se sono anni che tenti di fare il mestiere sognando di sfondare senza mai riuscirci davvero. “Mi chiamavano reginetta della dance, con tono dispregiativo: un marchio da cui non riuscivo a liberarmi”, confessa Alexia oggi che si è buttata sul soul e che, anche grazie a questo, ha vinto Sanremo. Subito dopo – come da copione – è uscito il suo nuovo album, “Il cuore a modo mio”, che ben corrisponde all’immagine che Alexia vuol dare di sé: di brava ragazza, anzi di ragazza buona, che in qualche modo cerca di non farsi ancora percepire come donna, aiutata in questo dal look sbarazzino e dalle misure minuscole. Il lavoro è quello di una professionista, la voce senza dubbio una delle più interessanti che abbiamo in Italia, il prodotto vendibile – in fondo – anche all’estero: è quasi un paradosso che la nostra amica abbia fatto di tutto per “tornare italiana” e che nonostante questo (proprio per questo) sia amata, anzi osannata, in tutta Europa.
Il disco in sé sta in buon equilibrio tra blues, soul, pop e quella specie di “rap all’italiana”, tra il sensuale e il languido, comunque romantico, di cui un tempo fu maestro Jovanotti. La canzone sanremese "Per dire di no" la conoscete quasi tutti – comunque è una ballata dal ritmo crescente che al primo ascolto appare piacevole e che in seguito, come ogni brano azzeccato, ti si attacca alle orecchie al punto che non riesci più a liberartene. Poi ci sono altri brani lenti come “Qualcosa di forte”, “Tu mi fai vivere” e “Freddo nell’anima”, qualcosa di più vivace (“Cuore non hai”, “Saturday night”), tutto in buon equilibrio e con una discreta dose di grinta e di energia, freschezza, verve (aggiungete, se vi va, altri sinonimi). I testi non sono stupidi (da “C’est la vie” citiamo un’unica breve frase: “Dividere il dolore salva dal dolore”. Dio sa se è vero), il disco non è stupido, Alexia non è stupida. Ma questo l’abbiamo già detto.


(Paola Maraone)
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