«NICK HORNBY'S SONGBOOK - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - NICK HORNBY'S SONGBOOK - la recensione

Recensione del 06 mar 2003 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Facciamo un piccolo strappo alla regola di questa sezione di Rockol, e parliamo di qualcosa che non è propriamente un disco, ed è pure di difficile reperibilità. Però è qualcosa di cui vale la pena di parlare; per cui perdonate il preambolo.
“Songbook” è il titolo del nuovo libro di Nick Hornby, apprezzato autore di “Alta fedeltà” e “Un ragazzo”, noto appassionato di musica e acuto osservatore del pop, elemento chiave nei suoi romanzi. Il libro è uscito lo scorso inverno in America, è uscito da pochissimo in Inghilterra (lì si intitola "31 songs"). In Italia (è una supposizione priva di alcuna conferma ufficiale) uscirà solo tra qualche tempo. Il libro è un “canzoniere”: brevi articoli di qualche pagina dedicati ad alcune canzoni, 31 per la precisione. Vi consigliamo caldamente l’edizione americana (reperibile su librerie on-line d'oltreoceano), perché contiene un cd con 11 delle 31 canzoni “raccontate dallo scrittore”. Per questo motivo, se ne parla in questo spazio, e non in quello dei libri.
Partiamo dal libro: la scelta delle canzoni da parte di Hornby è varia, e quasi mai banale. Si parte con “Thunder road” di Springsteen e si chiude con “Pissing in the river” di Patti Smith, passando per classici quali “Caravan” di Van Morrison, “Late for the sky” di Jackson Browne o “Heartbreaker” dei Led Zeppelin, scoprendo brani meno noti di artisti famosi (Dylan è presente con “Can you please crawl out your window?”, certamente non uno dei suo “hit”) e per diverse gemme la cui lista è lunga: vi rimandiamo al sito della casa editrice statunitense per l’elenco completo: http://www.mcsweeneys.net; l'elenco, peraltro è stato riportato da alcuni magazine italiani qualche tempo fa, che l'hanno utilizzato come spunto per chiedere ad alcuni "Vip" la loro lista di canzoni.
Sul libro, di cui nessuno ha parlato negli articoli comparsi in Italia, vanno dette due cose: la prima è che ciò che vi troverete è la scrittura “hornbyana”, personale, ironica e ricca di aneddoti, in cui le canzoni sono la scusa per fare ragionamenti più ampi, ora sul pop, ora sull’essere fan, ora sulla funzione degli assoli nelle canzoni, ora sugli eventi che hanno ispirato episodi dei romanzi; in questi ragionamenti troverete idee mai banali, taglienti, di quelle che hanno fatto grande un libro come “Altà fedeltà”. La seconda è che il libro – nella versione americana – è pure un bell’oggetto, impaginato bene e con una grafica accattivante. Peccato solo per alcuni vistosi errori (Van Morrison viene chiamato “Morisson” per quattro volte, nei titoli che accompagnano l’articolo su “Caravan”).
Quanto alla musica che è stata allegata al libro, anche in questo caso si possono fare due ragionamenti. Il primo è che, ovviamente, il CD comprende solo nomi apparentemente “minori” rispetto alla lista delle canzoni. Ovvio che ottenere i diritti di pubblicazione per avere sul CD i Beatles o per Springsteen fosse pressoché impossibile. Ma questo non sminuisce la bellezza del disco, che è una piccola, bella “compilation” di Hornby, di quelle che il suo Rob esaltava in “Alta fedeltà”. I nomi inseriti sono di livello alto, dai Teenage Fanclub a Aimee Mann, da Ani DiFranco (bellissima l’analisi dell’idea che un non-musicista si fa della creazione della canzone, scritta a partire da "You had time") a Badly Drawn Boy. Più alcune chicche oscure, di quelle che uno si aspetta da Hornby.
Insomma, se non l’avete capito, questo libro/disco è un piccolo gioiello per appassionati di musica. Se riuscite a recuperarlo, non ve ne pentirete.

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