«TOMACCO - Amici di Roland» la recensione di Rockol

Amici di Roland - TOMACCO - la recensione

Recensione del 22 mar 2003

La recensione

La sensazione è questa: forse quello degli Amici di Roland avrebbe dovuto restare un gioco da ragazzi. Ora, a sette anni abbondanti dal loro debutto, si ha come l’idea che gli ADR potrebbero occuparsi d’altro.
Nessuno mette in discussione la qualità del loro lavoro, ma non saranno casuali i cambi di formazione continui, né il fatto che anno dopo anno i componenti della band abbandonino per affrontare qualche nuovo progetto: significa che si stufano di cantare sigle di cartoni animati. La questione (preoccupante?) è che i due fondatori, Bovolenta e Barberis, sono ancora nel gruppo. E continuano a cantare le sigle dei cartoni animati. Il che non è un male in sé: tutti noi le abbiamo ballate alle feste, tutti (o quasi tutti: beh, diciamo almeno 400.000 persone) ci siamo divertiti ai concerti degli ADR. Però forse non si può fare questo per tutta la vita, e forse sette anni sono abbastanza per provare nuove strade, cimentarsi con nuove sfide, eccetera. Più che una recensione, questo tutto sommato è un invito. E una domanda: quanti anni avranno Bovolenta e Barberis? Quanti anni avranno i loro fan?
Originariamente il progetto ADR prevedeva cover di cartoni animati e telefilm anni Ottanta, che a detta dei nostalgici (tra cui noi) erano i migliori, e anche quelli con le sigle migliori. Ma il repertorio non è infinito – ovvio – e notiamo con preoccupazione il fatto tra una cover di “Sandokan”, una di “Arnold”, una di “Ken il guerriero” la quinta traccia, qui, si intitola “Dragon Ball”. Aargh! Dove andremo a finire? Se andiamo avanti così gli Amici si metteranno a ri-cantare la sigla dei Simpsons, o quella di Super Doll Rika Chan, l’ultima eroina tredicenne appena giunta dal Giappone, o quella dei misconosciuti Gary and Mike on the road, con indignazione dei puristi (tra cui noi). “Tomacco” resta un disco divertente e che farà la sua bella figura alle feste. La trovata di inserire qua e là un’imitazione di Mario Luzzatto Fegiz (che diventa Dario Puzzatto Legiz) può far sorridere. Ma gente che nel 1995 ha dimostrato il suo genio inventandosi questo progetto, ora può fare ben altro. Ne siamo sicuri.


(Paola Maraone)

TRACKLIST

01. The Muppet show
02. Arnold
03. Sandokan
04. Banana Split
05. What’s my destiny (Dragon Ball)
06. Tre cuori in affitto
07. Pollon
08. ADR weed song
09. Girella (from Sun Ra to Katmandu)
10. Ken il guerriero
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