«ALARM 2000 COLLECTION - Alarm» la recensione di Rockol

Alarm - ALARM 2000 COLLECTION - la recensione

Recensione del 17 gen 2003

La recensione

Perché ascoltare gli Alarm oggi, e perché è interessante questo box? Perché la band, pur con tutti i suoi limiti (ovvero le evidenti somiglianze con alcuni mostri sacri), suona bene, suona in maniera totalmente onesta e romantica. A voler ben vedere, gli Alarm rappresentano bene proprio quell’ideale romantico che ha colpito generazioni di ascoltatori del rock: la canzone come mezzo di comunicazione spontaneo, diretto, senza mediazioni industriali. Perché questo hanno fatto gli Alarm: non potendo (forse inconsciamente non volendo) diventare superstar come alcuni colleghi degli anni ’80, si sono ritagliati una piccola nicchia di ascoltatori fedeli, che coinvolgono passo passo in ogni decisione e ai quali danno la possibilità di ascoltare tutto il materiale prodotto dalla band. Figuratevi che gli acquirenti di questo box, che sistematizza i sette dischi pubblicati negli anni ’80 con demo, versioni inedite, live più un ottavo cd di altre rarità per un totale di 150 brani, hanno diritto ad un cd personale: si sceglie una canzone, si spedisce un tagliando e Peters ne incide una versione acustica individuale, solo per voi, con tanto di dedica: una cosa impensabile, ai tempi dei music business… Un’operazione che è la contraddizione stessa della ripetitività seriale che è alla base stessa dell’industria musicale. E figuratevi che lo stesso Peters, in un’intervista che Rockol pubblicherà prossimamente, ci ha raccontato di avere inciso oltre 1000 canzoni per altrettanti acquirenti del box. Insomma, un’idea assolutamente romantica, demodé, pazza nella sua irriproducibilità, se vogliamo. Ecco, CD per CD, le storie e i contenuti del box.

THE ALARM
Il box si apre con il cd dedicato all’EP eponimo pubblicato nel 1983. Il suono è secco, le influenze punk sono chiare ed evidenti (si riconoscono echi di Clash in diverse canzoni), come si notano già alcune scelte discutibili (le chiome cotonate dei quattro, che perseguiteranno l’immagine del gruppo per lungo tempo). Eppure brani come “Unsafe building”, “Marching on” e soprattutto “The stand” sono a loro modo dei piccoli classici di un rock barricadero e sincero. Nel cd del box ci sono ben 22 canzoni, diverse delle quali uscite solo su singoli vari. Dettagliatissime le note di produzione del libretto, con una storia del gruppo narrata in prima persona.

DECLARATION
il secondo CD raccoglie il primo vero album del gruppo, “Declaration” del 1984. Il disco contiene alcuni brani già usciti sull’EP e su singoli, e mantiene sostanzialmente un’unità di stile e suono con l’EP: rock grezzo e passionale, ancora influenzato dal punk. Anche se in alcuni brani come “Where were you hiding when the storm broke” e “Sixty eight guns”, il gruppo sceglie una dimensione epica che sarà per lungo tempo la caratteristica principale del suo suono. E’ questa caratteristica che ha spesso generato paragoni con i colleghi U2, con cui gli Alarm vanno spesso in tour in questo periodo. Tra le chicche della ristampa, le cover di “Bells of Rhymney” e “Bound for glory”.

STRENGHT
Nel 1985 gli Alarm sono pronti a tentare il grande salto: lo fanno con “Strenght”, quello che rimane a tutt’oggi il loro disco migliore: rock cantato con passione, sempre più epico, ma non troppo sovraprodotto come capiterà ad alcune prove seguenti. In mezzo ci sono piccoli capolavori “di nicchia” come “Spirit of ‘76”, una sorta di “Thunder road” della generazione punk, in cui Peters racconta a cuore aperto la sua educazione musicale e umana. E poi “Dawn chorus”, un canto di disillusione generazionale o brani più “sociali” come “Deeside”. Anche qua diversi inediti, tra cui brani live e la cover di “Knockin on heaven’s door” di Dylan.

EYE OF THE HURRICANE/ELECTRIC FOLKLORE
Il tentativo di scalata al successo non andò a buon fine, almeno non come sperato: gli Alarm si ritrovarono impantanati e divisi al loro interno, finendo nell’occhio del ciclone tra il 1987 e il 1988. “Eye of the hurricane”, che occupa il quarto CD è la cronaca di uno dei momenti più difficili del gruppo. Il disco, quello più “alla U2” nei suoni, venne addirittura remixato all’insaputa della band, e oggi viene recuperato il mix originale in questa ristampa. Spiccano brani come “Rain in the summertime”, un piccolo hit, ma il periodo difficile è evidente.
Questo momento venne parzialmente recuperato nei concerti, documentati dall’EP dal vivo “Electric folklore”, del 1988, quinto CD del box che comprende numerosi versioni inedite dal vivo (oltre ad una lista di tutti i concerti mai suonati dalla band, inclusa nel libretto).



CHANGE
Dopo il periodo difficile del biennio precedente, gli Alarm tentano il rientro in careggiata nel 1989 con “Change”. Il disco viene prodotto da Tony Visconti (già collaboratore di David Bowie), anche se per un certo periodo si era ipotizzato John Paul Jones (Led Zeppelin). Il risultato è un disco sicuramente più sobrio e più a fuoco del suo predecessore, che alterna ballate e pezzi tirati nella migliore tradizione del gruppo. Questa nuova versione include tre inediti, tre versioni non editate e un nuovo mix di “A new South Wales”.

RAW
Nel 1991 gli Alarm pubblicano quello che sarà il loro ultimo disco di studio con la formazione classica. Dopo la pubblicazione della raccolta “Standards” (nel 1990), il gruppo torna in studio e sforna un disco dal titolo programmatico: “Crudo”. Ovvero, senza fronzoli, diretto e senza mediazioni. Abbandonate definitivamente le chiome cotonate (peraltro già scomparse da qualche tempo) Peters e soci tornano alle proprie origini, e lo fanno includendo nel mucchio anche una cover altrettanto programmatica, “Rockin’ in the free world” di Neil Young. Contemporaneamente, però, Dave Sharp inizia i progetti di una carriera solista. La tensione sale e, nel giugno 1991, Peters annuncia sul palco la sua decisione di lasciare la band. Gli Alarm si sciolgono. Peters rispolverà il marchio solo un decennio più tardi. Il settimo CD del box comprende, oltre all’album, gli inediti della raccolta (tra cui una nuova versione di “Unsafe building” e la cover di “Happy Xmas (war is over)” di John Lennon), oltre a diverse versioni inedite.

RARE TRACKS, B-SIDES & DEMO TAPES
Il box si chiude in bellezza, con un CD contenente ben 18 brani parzialmente o totalmente inediti: 5 brani dal vivo, versioni acustiche e due cover: “Working class hero” di John Lennon e “Vigilante man” di Woody Guthrie.

(Gianni Sibilla)

La
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