«EDWARD THE GREAT - THE GREATEST HITS - Iron Maiden» la recensione di Rockol

Iron Maiden - EDWARD THE GREAT - THE GREATEST HITS - la recensione

Recensione del 22 dic 2002

La recensione

Consigliare un best degli Iron Maiden per Natale può apparire un controsenso. La band inglese non ha nulla a che vedere con il buonismo imperante di questo periodo dell’anno. Anzi, ha costruito la propria fama in larga parte costruendo un immaginario un po’ truculento, largamente ispirato dalla tradizione horror. Eddie, il pupazzo simbolo delle copertine dei dischi – queste non fa eccezione, anzi Ed si appropria pure del titolo – è un po’ l’antitesi di Babbo Natale. Anche se ormai, il suo storico ghigno ispira più simpatia che paura.
Eppure proprio per questo motivo non si può non includere questa “greatest hits” della più amata metal band, in questa rassegna di dischi strenna, che è costituita in larga di raccolte più “politically correct”: il Natale suscita da sempre reazioni contrastanti, questo CD è la cura per chi ha bisogno di stemperare l’atmosfera festiva con un po’ di sano rock ‘n’ roll.
Perché in fin dei conti questo hanno fatto, in 25 anni di carriera, gli Iron Maiden. Rock chitarristico, tirato ed epico. Un rock che, se volessimo trovargli un difetto, è tutt’altro che sobrio e ogni tanto sconfina nel cattivo gusto. Ma, parafrasando quello che si diceva di Elvis, 250.000 fans non si possono sbagliare: è il numero di persone che hanno visto i Maiden a Rock In Rio, e che cantano in coro nella conclusiva “Fear of the dark”. Proprio il live “Rock in Rio” è cronologicamente l’ultima prova del gruppo, la seconda dal rientro in pianta stabile nella formazione del cantante Bruce Dickinson (che, per la cronaca, alterna la carriera di metallaro ad un serissimo ruolo come pilota di aviazione civile). La storia, annuncia Steve Harris nel libretto del CD, non si ferma qui, ma andrà avanti con l’incisione nel prossimo futuro del 13° disco di studio. Per il momento, ecco le 15 tappe fondamentali del percorso, da “Run to the hills” a “The wicker man”, passando per brani ormai storici nell’immaginario metal come “The number of the beast” e “Can I play with madness”. Per i fan più accaniti, invece è in circolazione anche “Eddie’s archive”, un cofanetto di tre CD contenente le storiche registrazioni dei primi concerti degli Iron Maiden, “The best of b-sides” e “BBC archives”.
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