INXS - DEFINITIVE INXS - la recensione

Recensione del 20 dic 2002 a cura di Paolo Giovanazzi

Una vecchia regola non scritta della discografia vuole che un musicista defunto sia sempre un buon affare in termini di vendite. Che si tratti di puro cinismo mercantile o di operazioni in qualche modo rispettose della memoria dell'artista, gli album postumi sono comunque una pratica più che consolidata. Adesso tocca agli australiani INXS, la cui carriera viene riassunta in questo doppio CD che include i pezzi di maggior successo della band, un paio di inediti ("Salvation Jane" e "Tight") e un discreto contorno di rarità, video, remix e brani dal vivo. Era necessario? Se si considera la raccolta in termini di mitologia del rock, probabilmente no. La morte per impiccagione del cantante Michael Hutchence nel 1997 ha dato ampia facoltà di speculazione alla stampa scandalistica ma non ha trasformato lo sfortunato front-man in un'icona, se non per i fan più affezionati. Insomma, Hutchence non sembra alimentare un culto buono per un sistematico sciacallaggio discografico e questo "Definitive" si può considerare tutto sommato un onesto "best of". Ma è comunque più che sufficiente per tracciare un profilo del gruppo e i bonus sono interessanti per i cultori.

Anche a distanza di anni, i momenti più efficaci restano quelli in cui gli INXS si affidano a riff di marca funk e incrociano l'ispirazione "nera" con la propria natura di gruppo rock. I due prototipi migliori del genere, "Need you tonight" e "What you need", vengono giustamente piazzati in apertura. Se i riff funzionano ancora, oggi però i pezzi degli INXS suonano un po' troppo retrò. Il motivo sta principalmente in un lavoro di produzione senza dubbio di ottimo livello (i dischi più fortunati sono curati dal veterano Chris Thomas e il primo mezzo successo "Original sin" vede Nile Rodgers dietro al banco), ma teso soprattutto a rendere il gruppo compatibile con gli standard discografici e radiofonici dell'epoca. Missione compiuta, viste le vendite milionarie.
La band non si limitava comunque a vivacchiare sui trionfi in classifica e una canzone come "Elegantly wasted" mostra la voglia di andare oltre la formula collaudata da hit. Ma altri episodi, come l'infelice cover di "Born to be wild" degli Steppenwolf, bastano a far capire perché gli INXS difficilmente verranno ricordati fra i grandi protagonisti della storia del rock.

Annali a parte, in periodo di regali natalizi "Definitive" sarà sicuramente gradito a chi pensa con nostalgia a "Kick" (un album immancabilmente presente durante le feste adolescenziali degli anni '80). La raccolta è un buon pretesto per farsi un giretto nel passato. Senza tentazioni necrofile, possibilmente.

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