«VASCO ROSSI TRACKS - Vasco Rossi» la recensione di Rockol

Vasco Rossi - VASCO ROSSI TRACKS - la recensione

Recensione del 12 dic 2002 a cura di Paolo Giovanazzi

La recensione

Sarà lo scenario di crisi della discografia quello in cui è maturata la decisione di pubblicare “Tracks”, antologia doppia di un campione pressoché infallibile del mercato italiano come Vasco Rossi? Possibile, ma non è certo. La scelta dei brani infatti non è quella di un album progettato per essere la compilation definitiva che deve entrare in tutte le case, un “40 licks” o “1” firmato Vasco. Ma il CD non è nemmeno un fratellino del cofanetto omonimo di Springsteen, che raccoglieva una fila di inediti rimasti nei cassetti. In breve, si tratta di un’antologia sui generis, che ignora alcuni cavalli di battaglia arcinoti (niente “Siamo solo noi” e “Vita spericolata”, per citare le assenze più vistose) e si concentra prevalentemente sugli anni ‘90 ma recupera anche canzoni più vecchie come “Splendida giornata” e “Toffee”. Ci sono scampoli di concerti, inediti e non (“Albachiara”, “C’è chi dice no”, “Guarda dove vai”, “Una canzone per te”), una bella rilettura dal vivo di “Generale” di Francesco De Gregori, un po’ di hit, qualche pezzo meno noto e una versione nuova di “Ogni volta”.
Facendo i pignoli, non è chiaro quale sia il criterio di scelta . E’ un po’ come chiedere a un amico di registrare una cassetta di Vasco e lasciarlo libero di scegliere i pezzi che preferisce, non necessariamente i più famosi. Solo che in questo caso è il cantante stesso (oppure il produttore Guido Elmi, accreditato dell’”ideazione artistica” dell’album) a decidere quando pigiare il tasto REC.
Tutto sommato, il pregio maggiore di “Tracks” sta proprio nell’essere un “best of” un po’ sbilenco, con cui il fan accanito può gioire per i pezzi finora rimasti in soffitta e incazzarsi per l’inevitabile mancanza di qualche canzone del cuore, con successivo dibattito con altri fan che lamentano l’assenza di altre favorite. Chi non è un cultore affezionato, ha l’occasione per inserirsi nella discussione, magari osservando che “Sally” resta una gran canzone anche a qualche anno di distanza, che scippare “Gli spari sopra” ai non irresistibili An Emotional Fish è stato un colpo da maestro e che una canzone come "Rewind" proprio non convince....
Aggiungiamo pure che pubblicare un ordinato greatest hits, magari con tracklist in perfetta sequenza cronologica, sarebbe inappropriato per uno che ha sempre portato con orgoglio la bandiera dell’irregolarità. Vale la pena di mettere sotto l’albero “Tracks”? Per ogni fan che si rispetti, “Generale” è un motivo più che sufficiente per rispondere positivamente. Ma non è l’unico.

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