Nirvana - NIRVANA - la recensione

Recensione del 13 dic 2002

La rabbia, l’autenticità ma anche la dolcezza, la fragilità. Elementi che fanno parte dell’ideologia rock. E che hanno segnato ogni band che ha segnato il rock, se ci perdonate il bisticcio di parole.

Ogni grande nome del Rock, quello con la “R” maiuscola, è nato da questi elementi. Dall’usare le chitarre come arma per ribellarsi al mondo che lo circondava, un sentimento che spesso nasceva dalla paura, dall’incapacità di vedere le cose in modo "normale".
I Nirvana hanno perfettamente incarnato tutto questo: la furia (auto)distruttiva e la tenerezza. E se dovessimo tracciare un ritratto di Kurt Cobain non è solo quello del suo viso d’angelo tormentato, ma quello musicale che unisce opposti come “You know you’re right” alla versione acustica di “All apologies”. Questa antologia, che giunge ad 8 anni e mezzo dalla scomparsa di Cobain e dopo una lunga serie di battaglie legali tra i membri superstiti della band Dave Grohl e Krist Novoselic e la vedova Courtney Love, ha il compito di tracciare questo ritratto in quindici canzoni. Le due canzoni citate sono quelle che noi sceglieremo come tratti più rappresentativi di questo ritratto: la prima è l’agognato inedito del mucchio, una canzone elettrica e rabbiosa sulla falsariga dello stile che ha reso noto questo gruppo; un gioco tra pieni e vuoti, tra calma ed esplosione. La seconda è uno dei momenti più belli dell’ “Unplugged in New York”, che venne pubblicato postumo ed è probabilmente il capolavoro della band. Come racconta nelle note di copertina il giornalista David Fricke, Cobain era quasi impaurito quel giorno, ma tirò fuori una delle sue migliori performance, sofferta e fragile, divisa tra suoi brani (come appunto “All apologies”) e cover di Leadbelly, Meat Puppets e David Bowie. “Vi garantisco che questa la sbaglierò”, disse Cobain presentando “The man who sold the world”. Si sbagliava.

In questa antologia trovate quasi tutto il resto. “Smell like teen spirits”, ovviamente, ma anche “About a girl” e brani dai primi singoli (“Been a son” e “Sliver”). Manca forse “Love buzz”, primo singolo in assoluto del gruppo. Ma la sostanza non cambia: i Nirvana, oggi come ieri, continuano a mancarci. Sentendo le loro canzoni oggi la nostalgia si inasprisce e si ammansisce contemporaneamente. Proprio come la loro musica, dura e tenera.

Vai alle recensioni di Rockol

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996