«SO MUCH SHOUTING, SO MUCH LAUGHTER - Ani DiFranco» la recensione di Rockol

Ani DiFranco - SO MUCH SHOUTING, SO MUCH LAUGHTER - la recensione

Recensione del 30 set 2002 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

I dischi dal vivo sono sempre un’arma a doppio taglio: rischiano di essere brutte fotocopie di concerti, un ricordino incapace di ricreare la magia del palco. Non se ci si chiama Ani DiFranco, però. La sua filosofia musicale sembra fatta per operazioni come questo “So much shouting, so much laughter”.
Si tratta, in realtà, del secondo disco (doppio) dal vivo della cantante americana. Esattamente come “Living in clip”, anche questo album chiude un periodo. Quello che venne terminato nel 1997 era legato al folk punk più puro e duro. Il disco successivo, “Little plastic castle” segnò una piccola svolta che progressivamente indirizzò Ani verso atmosfere sempre più nere e sincopate, senza dimenticare il folk. Un percorso giunto a compimento con “To the teeth” e con l’ultimo monumentale doppio “Revelling/Reckoning”, portato avanti soprattutto grazie a trascinanti show in cui un ruolo fondamentale aveva la presenza dei fiati e delle tastiere.
“So much shouting, so much laughter” documenta questo percorso: un work in progress continuo, in cui le canzoni trovano nuova vita, non sono mai le stesse, vengono reinventate e portate avanti ogni sera. Come “32 flavors”, una ballata capolavoro del primo periodo della Nostra, qua rivista in una versione sincopata ancora più affascinante. O come altri piccolo classici come “Napoleon”, “Dilate”…
Il disco è strutturato in due parti: la prima –il primo CD, sottotitolato “Stray cats”, “Gatti randagi” – corrisponde ad una serie di canzoni più o meno note, ma accomunate dalla particolarità dell’interpretazione. La seconda, il secondo CD dal sottotitolo “Girls singing night”, ricrea la struttura più tradizionale degli ultimi show di Ani, intermezzi parlati compresi. E di cose da dire, la Nostra ne ha. Prova ne sia uno dei tre inediti del disco, “Self evident” un lungo ed arrabbiatissimo poema/talking blues sull’america post 11 settembre (trovate il testo completo sul sito ufficiale, www.righteousbabe.com). Gli altri due inediti sono due pregevoli ballate, “Shrug” e “Welcome to”, che chiudono il primo CD.
Un grande disco dal vivo per un’artista che dal vivo dà il suo meglio. E se non vi basta, è consigliato anche il DVD pubblicato in contemporanea, “Render”.

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