Mango - DISINCANTO - la recensione

Recensione del 07 ago 2002 a cura di Federica Galimberti

Un album che si pone al di fuori del tempo e delle mode contingenti dei generi e conferma lo stile di questo cantautore italiano, melodico e sentimentale: questo è “Disincanto”.
Il disco è la prima prova d’autore e da produttore di Pino Mango, che oltre ad aver composto le musiche, ha firmato sei canzoni dell’album (“Disincanto”, “La rondine”, “Non è un amore da ridere”, “E mi basta il mare”, “Non moriremo mai”, “Gli angeli non volano”), mentre le altre sono state scritte assieme al fratello, Armando Mango, Pasquale Panella e Alberto Salerno.
Il disco contiene tredici brani, ognuno concepito per essere un episodio, concluso e finito, legati fra loro dal tema conduttore del disincanto, idea cardine del disco.
Ma cos’è il disincanto per Mango? E’ il piacere che si ritrova nelle cose quotidiane, nello sfiorarsi “come un’abitudine”; è il “controcanto” che si leva a rispondere al canto quotidiano della vita, come racconta “Disincanto”, brano d’apertura del disco.
E’ l’avere il coraggio di dichiarare al mondo: “Sono un sentimentale” (secondo pezzo, scritto in collaborazione con Pasquale Panella), affidando alla musica ed alle parole il proprio proclama. E l’amore, i sentimenti sono i grandi protagonisti delle canzoni del disco.
Rispetto ai precedenti album, Mango si discosta dalle architetture musicali spiccatamente etniche che lo contraddistinguevano, per abbracciare un suono sofisticato e piacevole, dagli arrangiamenti elaborati, in cui la matrice etnica è solo un sottofondo musicale. Una sorta di ricordo lontano, che riemerge a tratti.
Unica concessione a suggestioni ed a musicalità dichiaratamente etniche, il brano “Fiore del mondo”, che evoca atmosfere mediorientali.
Sempre di grande intensità è la voce di Mango, ora alta e cristallina, ora bassa e carezzevole, che sfoggia la sua ampia capacità in “Michelle”, cover dei Beatles riproposta in una versione per sole voci.
Piacevoli ed evocative, “La rondine”, primo singolo estratto dall’album e “Un amore non torna”, le cui atmosfere sono sottolineate sia dalle parole che dai suoni elettronici della ritmica.
Peccato per gli interventi in inglese in “Un amore non torna”, che interrompono l’atmosfera onirica del brano, risvegliando e richiamando l’attenzione con un registro linguistico differente...
Sensuali “Ho consumato la notte”, richiesta d’amore, e “Mi piaci accanto”, canto di conquista e assieme dichiarazione di resa. Nota fuori dal coro il brano che chiude l’album “Gli angeli non volano”, suonato dagli archi dell’orchestra sinfonica di Roma e privo di strumenti a percussioni.

“Disincanto” è un album piacevole che merita più di un ascolto, non per essere apprezzato (perché è un bell’album da ascoltare), ma compreso e capito. Unico neo, forse, una certa omogeneità di stile, che finisce con l’appiattirlo e renderlo poco vario nel complesso.

Tracklist

01. Disincanto (03:44)
02. Io sono sentimentale (04:08)
03. La rondine (04:25)
04. Un amore non torna (04:16)
05. Non è amore da ridere (04:00)
06. Fiore del mondo (03:27)
07. Michelle (02:36)
08. E mi basta il mare (03:56)
09. Mi piaci accanto (03:54)
10. Non moriremo mai (03:59)
11. Ho consumato la notte (04:10)
12. E mi consumo (03:50)
13. Gli angeli non volano (03:37)

Vai alle recensioni di Rockol

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996