«NIGHT ON MY SIDE - Gemma Hayes» la recensione di Rockol

Gemma Hayes - NIGHT ON MY SIDE - la recensione

Recensione del 11 giu 2002

La recensione

La ragazza cresce e diventa più forte di prima. Da sognante e fragile si fa aggressiva e determinata: non perde la poesia, ma la nasconde un po’. Se avete sentito i due Ep di Gemma Hayes (“4:35 a.m.” e “Work to a calm”, entrambi usciti l’anno scorso) non potrete fare altro che pensare che “Night on my side” sia allo stesso tempo meglio e peggio. Meglio perché il suono è più robusto e compatto, meno sfilacciato di prima: con Dave Fridmann (Mercury Rev, Sparklehorse) come produttore forse non poteva andare diversamente.
Ma anche peggio, perché in un certo senso è come se in “Night on my side” la forma-canzone fosse costretta a seguire schemi troppo rigidi, tipo “formule-di-sicuro-successo”, che poi son quelle che più rischiano di annoiare, alla lunga. Ci fosse stata un po’ più di improvvisazione qui dentro, insomma, ci saremmo divertiti un po’ di più. Invece ascoltando l’album una volta e poi un’altra e un’altra ancora non scorgiamo da nessuna parte un picco inatteso, una sorpresa dietro l’angolo, qualcosa che sia davvero capace di spiazzare.
Certo, ci sono brani più riusciti che altri, come è giusto che sia. Per esempio “Hanging round”, la seconda canzone dell’album, ha un bel ritmo ed è riconoscibile. A differenza di altri brani, insomma, ha personalità. Per il resto, quello che si può dire di Gemma Hayes è che ha un grande potenziale e tutto il tempo per svilupparlo, se si concentra e punta sulle sue reali capacità. Se insomma osa rischiare di più, magari sacrificando almeno in parte l’equilibrio formale che caratterizza tutto il disco. Che resta, comunque, un lavoro sopra la media, con liriche profonde, ben suonato e sufficientemente intimo da far meritare a Gemma il paragone con le più grandi cantautrici che il rock ci abbia mai regalato. L’augurio per il futuro, dunque, è che la Hayes riesca a liberare dell’inessenziale le sue canzoni, lasciandole alla loro vera natura, componendo se possibile cose più simili a “I wanna stay”, vera punta di diamante di quest’album: un pezzo che ti fa male da quant’è bello - capace, se ti becca nel momento giusto, di spezzarti il cuore.


(Paola Maraone)

TRACKLIST

01. Day one
10. Lucky one (Bird of Casadaga)
11. My God
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