Moby - 18 - la recensione

Recensione del 30 mag 2002

Paganini non ripete, e neanche Moby. Se non ci fosse stato di mezzo “Play”, “18” sarebbe suonato come un disco interessante & anticonformista, tutto sommato fuori dal main stream, degno di essere ascoltato più e più volte, sfruttato in discoteca, usato – perché no – per un paio di pubblicità. Il problema è che Richard Melville Hall (questo il suo vero nome), remixer vegano bizzarro e genialoide, con “Play” ha raggiunto vette che – già lo si sapeva – erano difficili da eguagliare. Detto ciò “18” conferma in toto le capacità dell’artista (per una volta il termine non è fuori luogo). L’amore per gli esperimenti e per le magie elettroniche, la personalissima spinta verso l’hardcore, l’orecchio attento e acuto sono caratteristiche che Moby ha mostrato di avere e che probabilmente non perderà mai. Pezzi come “Fireworks” o “In this world”, ma anche “We are all made of stars” possono reggere il confronto con l’album precedente, ma qui mancano punte di diamante come “Why does my heart (feel so bad)” e simili, e la cosa non può passare inosservata. Ascoltando l’album, specie in brani come “In my heart”, si ha l’impressione che Moby si sia soffermato un po’ troppo su passaggi non essenziali, perdendo in incisività per (tentare di) guadagnare in ricchezza di materiale. Il suo nuovo linguaggio, poi, è frammentario, complesso, involuto. La chiave d’accesso al disco è più difficile da decifrare e la sensazione è che in “18” non ci sia un vero percorso unitario. Il che non è necessariamente un male, perché permette a perle più luminose di altre di brillare qua e là. Tra i nostri “faves” ci sono senz’altro la sussurrata “Great escape”, che però ha l’aria di essere più che altro un divertissement, e poi “Signs of love”, con la voce timida e un po’ incerta dello stesso Moby. E sullo sfondo resta, non del tutto sopita, una vaga impressione: quella che le parti migliori di “18” siano quelle più lontane da “Play”. …



(Paola Maraone)

Tracklist

01. We are all made of stars
02. In this world
03. In my heart
04. Great escape
05. Signs of love
06. One of these mornings
07. Another woman
08. Fireworks
09. Extreme ways
10. Jam for the ladies
11. Sunday (The day before my birthday)
12. 18
13. Sleep alone
14. At least we tried
15. Harbour
16. Look back in
17. The rafters
18. I’m not worried at all

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