«MATRI MIA - Banda Ionica» la recensione di Rockol

Banda Ionica - MATRI MIA - la recensione

Recensione del 16 mag 2002 a cura di Luca Bernini

La recensione

Riprendere la musica delle processioni religiose del Sud Italia e farla diventare argomento di studio, di restauro, di altra musica. A raccontarla così sembrerebbe uno scherzo, o il progetto di qualche musicologo folle. Invece dietro il progetto Banda Ionica ci sono due importanti e giovani musicisti italiani, il siciliano Roy Paci (già con Mau Mau, Capossela, Manu Chao) e il piemontese Fabio Barovero (co-fondatore dei Mau Mau insieme a Luca Morino). E’ loro la passione per questa strana musica, arcana e al tempo stesso senza tempo, e di conseguenza l’idea che sta alla base di questo progetto, arrivato al suo secondo capitolo discografico con “Matri mia”, dopo l’esordio del 1999 intitolato “Passione”. A differenza di quello, però, interamente dedicato al recupero di temi tradizionali, “Matri mia” rappresenta uno sforzo ulteriore, essendo in gran parte composto di brani scritti per l’occasione e interpretati con l’ausilio di ospiti di tutto rispetto. Quello che ne viene fuori è un album decisamente più “laico” del suo predecessore, e più vicino invece a una dimensione musicale cantautorale, ottenuta proprio grazie alla presenza di personaggi come El Mono Loco dei Macaco, Mauro Ermanno Giovanardi dei La Crus, Arthur H, la cantante di estrazione classica Cristina Zavalloni e, dulcis in fundo, Vinicio Capossela. C’è da dire, con ancora nell’orecchio l’album precedente, che non tutto, su questo “Matri mia”, convince appieno: l’apporto di alcuni ospiti – Mauro Ermanno Giovanardi, Arthur H, Macaco – caratterizza troppo la resa dei brani a discapito dell’originalità del progetto, per cui ad esempio in “Come l’aria” sembra di ascoltare un brano dei La Crus a tutti gli effetti. Meglio, molto meglio il tradizionale “Mi votu e mi rivotu” impreziosito dalla voce di Cristina Zavalloni, mentre come sempre al confine tra ciò che è reale e ciò che non lo è si colloca la marcia filastrocca “Santissima dei naufragati” interpretata da Vinicio Capossela. Questo forse è il momento in cui il matrimonio tra il progetto Banda Ionica e i suoi co-protagonisti raggiunge il suo vertice, ma in generale, pur considerando “Matri mia” un album molto interessante, chi scrive continua a preferire il precedente “Passione”, decisamente un classico.


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