«FUORI COME VA? - Ligabue» la recensione di Rockol

Ligabue - FUORI COME VA? - la recensione

Recensione del 25 mag 2002 a cura di Gianni Sibilla

La recensione

Poche pippe, dice il Liga. Per “fuori come va?”, il suo sesto disco di studio, il rocker emiliano ha abbandonato fronzoli e seghe mentali. Si è lasciato andare per realizzare quello che ha definito il suo album più “leggero”.
Leggero perché è costato poca fatica, ed è più che gli altri un disco frutto di un lavoro di squadra.
Senza scadere nei soliti stereotipi bohemienne –tipo: un’opera che non nasce dalla sofferenza vale di meno-, il nostro parere è che tutto questo si sente in “Fuori come va?”. Non si tratta di "musica leggera", ma di rock; le 12 canzoni, però, scorrono, senza particolari alti e bassi. Spicca la produzione, davvero ottima: i suoni sono pressoché perfetti, degni di quelli di un rocker internazionale. Merito di Fabrizio Barbacci, che ha coprodotto l’album , e della fida band: Mel Previte e Fede Poggipollini (chitarre), Robby Pellati (batteria e percussioni), Rigo Righetti (basso), Fabry Simoncioni (tastiere).
Poi ci sono le canzoni: si alternano la consueta dose di rock tirati (“Nato per me”), mid-tempo dalla melodia pop (“Il campo delle lucciole”) e ballate (“Ti sento”). Ligabue, nei testi, sembra meno “scottato” dal successo, come accadeva in alcuni episodi di “Miss Mondo”. I temi affrontati sono molteplici, senza un vero e proprio filo conduttore: dediche alla moglie (“Tutte le strade portano a te”), domande esistenziali centrate sul rapporto con Dio (“Tu che conosci il cielo”), speranza (“Voglio volere”) e amore (“Eri bellissima”). Anche se, forse, il tema più forte è quello di “In pieno rock ‘n’ roll” (uno dei due brani del disco che rende omaggio agli Who, l’altro è appunto “Chissà se in cielo passano gli Who”): Liga parla di se stesso come di un tossico di musica, in crisi di astinenza quando è lontano dalle scene.
Senza alti e bassi, si diceva. Già, perché il principale limite di “Fuori come va?” è che non dice nulla di nuovo. Le canzoni sono belle –che il Liga è un grande scrittore non lo scopriamo oggi-, ma sono esattamente quelle che ti aspetti. Arrangiate meglio che in passato, senza ombra di dubbio, e pronte per essere suonate dal vivo. Insomma, “Fuori come va?” è un disco che si fa ascoltare volentieri, ma che alla lunga potrebbe non lasciare grandi tracce. E' ancora presto per dirlo, ma il pericolo è di inserire il “pilota automatico” e non rischiare più di tanto. E questo, leggerezza a parte, rischia di essere in prospettiva futura una grossa ipoteca.

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