«LA CONSUETUDINE - Luca Madonia» la recensione di Rockol

Luca Madonia - LA CONSUETUDINE - la recensione

Recensione del 21 mar 2002

La recensione

L’immagine di copertina potrebbe far pensare a una conversione di Luca Madonia al modernariato in stile Pizzicato Five o giù di lì: una coppia anni ‘50 guarda un televisore (ovviamente un modello giurassico), sul cui schermo appare il volto dell’ex-Denovo. Ma si tratta solo di un espediente grafico, visto che la musica infatti viaggia in una direzione del tutto diversa. Madonia infatti ha realizzato l’album restando sostanzialmente fedele alla sua idea di canzone pop intelligente e costruita con attenzione, mantenendo l’equilibrio fra orecchiabilità e sofisticatezza. Il pezzo che dà il titolo all’intero lavoro è uno degli esempi migliori in questo senso, con la sua melodia accattivante e “radiofonica” senza essere banale. L’ospite Franco Battiato dà il suo contributo al pezzo con discrezione, senza tentazioni da primadonna. A movimentare la scena c’è la scelta dei collaboratori, che permette di dare tinte variabili ai pezzi. Così nei tre pezzi conclusivi, registrati con i Voodoo Phunk ci sono inevitabili sfumature black, mentre i Rossofisso sono più adatti ad assecondare le influenze rock di altri episodi, come “Un minuto di libertà”. “In santità” è il brano che fa riaffiorare in modo evidente il passato con i Denovo e non poteva essere altrimenti, visto sono presenti sia il bassista Toni Carbone (produttore dell’album) che Mario Venuti, che all’epoca divideva con Madonia il ruolo di cantante e di autore. A completare l’elenco di ospiti di riguardo, c’è Carmen Consoli, che sembra ormai avere una carriera parallela da “special guest”: qui si presta al gradevole duetto di “Meravigliandomi del mondo”, con un parte che va al di là del semplice cameo. Come ha sempre fatto, anche nei periodi di maggiore esposizione, Madonia non coltiva ambizioni da star e quindi non si concede nessuna ruffianata per allargare il mercato: niente ritornelli facilotti o strizzate d’occhio ai suoni trendy, niente squilli di trombe per annunciare la presenza di grandi ospiti, niente grandi proclami sul raggiungimento di nuove vette di maturità artistica. Forse questa discrezione ha contribuito a tenerlo lontano dalle scene discografiche per anni. Ma è anche un segno di stile.

(Paolo Giovanazzi)

TRACKLIST

02. Un minuto di libertà
04. Besame mucho
05. In santità
06. Prima di domani
07. Commozione
08. Ed è più bello ancora
09. Ma cos’è che ci fa vivere di più
10. Il destino
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