«ANYTHING ANYTIME ANYWHERE - Bruce Cockburn» la recensione di Rockol

Bruce Cockburn - ANYTHING ANYTIME ANYWHERE - la recensione

Recensione del 19 mar 2002 a cura di Diego Ancordi

La recensione

“Anything anytime anywhere” è la seconda raccolta di singoli dello straordinario cantautore canadese, che va ad accavallarsi con la precedente “Waiting for a miracle: Singles 1970-1987”, uscita una dozzina di anni fa.
Questa nuova antologia si apre e si chiude con due brani inediti, entrambi registrati fra agosto e settembre 2001. L’apertura è affidata alla soffusa “My beat”, in cui l’autore cerca di familiarizzare con Montreal, la città dove si è da poco trasferito da Toronto (ma più avanti c’è anche la dedica ad un’altra città, “Tokio”), mentre a chiudere l’album è lenta e romantica title-track. Nell’arco dei restanti 14 brani si attraversa in ordine cronologico un periodo di oltre vent’anni, partendo dal reggae di “Wondering where the lions are” (il singolo di Bruce più venduto) per arrivare a “Last night of the world”, tratta dal capolavoro dello scorso anno “Breakfast in New Orleans dinner in Timbuktu”. In mezzo c’è una serie di canzoni con cui lo stesso cantautore, che ha prodotto il disco insieme a Colin Liden, ci dà una panoramica di quello che è stata la sua statura artistica nel periodo considerato, rappresentata in modo abbastanza fedele dai singoli.
Non dà grande soddisfazione la produzione degli anni ’80, con brani mediocri contraddistinti da brutte sonorità elettroniche e qualche drum machine di troppo, disturbi che hanno colpito un po’ tutti in quell’infelice periodo. Mi riferisco a canzoni già di per sè bruttine come “The trouble with normal” o “Lovers in a dangerous time”; a quelle che, come la funkeggiante “If I had a rocket launcher”, non sarebbero così male se arrangiate in altro modo; e ancora a quelle non male ma rovinate solo da sonorità terribili come “Call it democracy”. Ma nella seconda metà del decennio la ripresa è iniziata e ce lo dimostrano “Waiting for a miracle” e il country-rock di “If a tree falls”.
Decisamente migliore la parte dedicata agli anni ’90, il periodo in cui il nostro ha toccato le sue vette più alte. A rimettere ordine ci pensa T-Bone Burnett, produttore di “A dream like mine” e del boogie di Listen for the laugh” (con tanto di fiati). Ma il palato si delizia con la splendida “Night train”, oscura cavalcata cinica e spietata che si chiude sfumando un solo di chitarra a metà fra lo stile sgangherato e jazzy di un Mark Ribot al servizio di Tom Waits e l’adrenalina psichedelica del Neil Young elettrico, e con la ballata folkie “Pacing the cage”.
L’edizione italiana del cd contiene i testi tradotti dal giornalista Davide Sapienza, lavoro utile per apprezzarne i contenuti letterari, interessanti sia nelle espressioni più politicizzate come “Call it democracy”, la pacifista “If I had a rocket launcher” o l’ecologista “If a tree falls”, sia nelle riflessioni personali di “Pacing the cage” o “Night train” (“Siamo tutti isole circondate dalla sabbia / temporaneo rifugio dove qualcun’altro può fermarsi / finché il mare che ci unisce come / un’onda forzata di un giuramento di sangue / l’abbatterà, la dissolverà, la ricombinerà”), che nelle canzoni d’amore come “Anything anytime anywhere”. Scorrendo i credits dei brani si scorgono partners di lusso come il già citato T-Bone Burnett, Patty Griffin (ai cori in “My beat”), Booker T. Jones (all’organo in “A dream like mine”), Patty Larkin (ai cori in “Night train”) e i Fairfield Four (background vocals in “Anything anytime anywhere”).

Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2019 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini fotografiche rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, quindi, libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.