«MINK CAR - They Might Be Giants» la recensione di Rockol

They Might Be Giants - MINK CAR - la recensione

Recensione del 20 feb 2002

La recensione

I They Might Be Giants fanno parte del ristretto numero di musicisti su cui si può sempre contare. Se si apprezza il loro senso dell’assurdo, l’approccio ironico all’arte di scrivere canzoni e la tendenza a pescare da aree diverse (dal country al pop, senza necessariamente rispettare le regole di nessun genere), i loro dischi non deludono mai. “Mink car” non porta rivoluzioni nel mondo di John Flansburgh e John Linnell. Il trascorrere degli anni ha in parte mitigato la vena di follia che caratterizzava i primi lavori e da tempo produzioni a basso costo e registrazioni quasi casalinghe hanno lasciato spazio all’uso di una band (in quest’occasione c’è anche l’ex-Soul Coughing Mike Doughty nella veste di ospite illustre in “Your mom’s alright”) e ad arrangiamenti più puliti e professionali. Non è andata persa, per fortuna, la capacità di scrivere canzoni accattivanti, e lo dimostrano in modo eloquente i primi tre brani: “Man, it’s so loud in here” ironizza sulla mania di dover dare a tutti i costi una veste “up to date” a negozi e aeroporti, mentre “Boss of me” e “Cyclops rock” mostrano il lato rock dei Giants e si candidano a ottenere un posto in una futura antologia del duo. Il tipico umorismo bislacco di Linnell e Flansburgh ha il suo momento più vistoso nella conclusiva “Older” che tratta il tema del tempo che passa con la litania “Sei più vecchio di quanto tu sia mai stato/ e ora sei ancora più vecchio/ e ora sei ancora più vecchio”, mentre la cover di “Yeh yeh” copre il versante più frivolo e leggero. Se i Giants fossero due DJ con un taglio di capelli alla moda ed eleganti abiti vintage, il brano potrebbe aprire loro le porte dei club di tendenza della cocktail generation, ma il loro aspetto da nerd sembra poco adatto ad ambienti del genere. Più probabile invece che “Mink car” si guadagni l’attenzione dei vecchi affezionati che ritroveranno buoni motivi per continuare a seguire la coppia. Anche se la nomination a un Grammy ricevuta per “Boss of me”, sigla di una serie televisiva negli USA, potrebbe portare a sviluppi inaspettati…

(Paolo Giovanazzi)
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