«ANCORA UNA FETTA - Vallanzaska» la recensione di Rockol

Vallanzaska - ANCORA UNA FETTA - la recensione

Recensione del 23 feb 2002

La recensione

Presenti ormai da diversi anni nella scena “sotterranea” italiana, i Vallanzaska sono il classico gruppo su cui i gestori dei locali possono contare tranquillamente: lo ska attira sempre un buon numero di ragazzi e il nome della band è ormai ben conosciuto. Dunque, è il momento buono per ottenere una maggiore visibilità anche dal punto di vista discografico. “Ancora una fetta” resta comunque nell’ambito delle produzioni indipendenti e sembra quindi destinato a una circolazione limitata. Dopo avere beneficiato della distribuzione della Sony per il precedente “Cheope”, i Vallanzaska prendono le distanze dal giro della discografia italiana che conta, e tutto sommato è meglio così. Infatti, la loro dimensione ideale è per ora quella dei centri sociali, dei club e delle feste estive. Il nuovo disco è funzionale a questo tipo di circuito e offre una serie di canzoni gradevoli, adatte a far muovere il pubblico durante i concerti. Il tono è divertito, ma per fortuna il gruppo non sente l’obbligo della demenzialità a ogni costo (anche se ci si imbatte in frasi come “Io sono agnostico/ ho la balalaika” in “Fritto mistico”), e ci sono un paio di riferimenti al mainstream italiano: la cover di “Non l’hai mica capito” di Vasco Rossi (ma ormai il trucchetto di rifare in levare canzoni famose l’hanno imparato un po’ tutti) e “Italian song”, un taglia e cuci di frasi e titoli celebri di canzoni nostrane. Si sente lo sforzo di allargare il raggio d’azione e non fermarsi alla ripetizione di “Cheope”, finora il pezzo più fortunato del gruppo, e i risultati sono buoni. In breve, un disco divertente che catturerà l’attenzione di chi ama il genere. L’unico problema non ha a che vedere con eventuali limiti dei Vallanzaska, che mostrano di conoscere bene la materia, ma è generale: la scena ska e skacore comincia a essere troppo affollata fra professionisti, aspiranti tali, dilettanti di talento e velleitari. E se le cose dovessero continuare così, fra poco un disco divertente potrebbe anche non bastare più.

(Paolo Giovanazzi)
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