«SMASH MOUTH - Smash Mouth» la recensione di Rockol

Smash Mouth - SMASH MOUTH - la recensione

Recensione del 28 gen 2002 a cura di Diego Ancordi

La recensione

Inserite nel lettore il nuovo, omonimo cd degli Smash Mouth e “Holiday in my head” vi catapulterà immediatamente nell’universo della band californiana. Come recita il titolo del brano di apertura, la vacanza e il divertimento restano nella testa dei quattro monelli. La seguente “Your man” potrebbe essere un singolo dei Blink 182 o degli Offspring, mentre “I’m a believer” (brano di punta nella colonna sonora del film “Shrek”) restituisce alle nostre menti i vecchi Monkees e “Keep it down” è più vicina al moderno brit-pop dei Blur. L’ascolto dell’album mostra le solite passioni e la consueta voglia di puro “beach fun”, che gli Smash Mouth continuano a trasmettere all’ascoltatore attraverso la loro miscela di psychedelic rock, surf, new wave, disco, 60’s beat e pop. Tutto quanto ha caratterizzato il suono californiano, dal surf degli anni ’60 all’ondata punk-rock della seconda metà dei ‘90, è presente nella musica degli Smash Mouth, intrigante, attenta, fresca, pimpante, ammiccante e un po’ ruffiana. Sia quando si abbandona fra le braccia di uno sconosciuto, come in “Out of sigh” che quando assimila moderne ritmiche elettroniche adattandole a “Hold you high”, quando inserisce uno scratch in “All star”, quando inserisce un vecchio Farfisa negli ammiccamenti pop di “The in set” o quando unisce atmosfere latineggianti a fiati in stile soundtrack di telefilm polizieschi anni ‘70 come in “Disenchanted”. Ma come tutte le cose ruffiane, la musica degli Smash Mouth cattura, diverte e non lascia il segno. "Smash Mouth" è dunque un disco vario e divertentissimo, in grado da solo di animare un party; questa è l’unica funzione che Greg Camp e soci sembrano voler attribuire alla loro proposta; ancora una volta ci riescono con grande maestria.

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