«LUNA CRESCENTE [SACRARMONIA] - Antonella Ruggiero» la recensione di Rockol

Antonella Ruggiero - LUNA CRESCENTE [SACRARMONIA] - la recensione

Recensione del 17 dic 2001

La recensione

Non consideratelo (solo) un disco di Natale, gli fareste un torto. Fareste un torto ad Antonella Ruggiero, che alla ricerca e alla selezione del repertorio di “Luna crescente” ha dedicato tempo ed energie, imbarcandosi in una serie di spettacoli che soltanto dopo più di un anno sono diventati un progetto discografico. Fareste torto a loro, agli archi dell’Arké Quartet, che con Antonella Ruggiero hanno lavorato a quegli spettacoli e, adesso, a questo album, affiancando a una delle vocalità più incredibili della nostra scena musicale, arrangiamenti e sensibilità da artisti, prima ancora che da musicisti. Non consideratelo un disco di Natale, perché a parte un paio di episodi (“God rest you merry gentlemen” e “Adeste fideles”) il resto dell’album parla d’altro. “Luna crescente” non è nemmeno un album ‘sacro’, o almeno non lo è nel senso più canonico del termine: l’“Ave Maria” e un “Sanctus” particolare possono far parte delle liturgie tradizionali, ma già il “Kyrie” della Missa Luba e il “Gloria” della Misa Criolla - rispettivamente africana e latinoamericana - raccontano dei mutamenti e delle trasformazioni che la liturgia cattolica occidentale ha incontrato nei paesi in cui è arrivata. Per non dire del resto, che da solo completa il quadro di quello che vuole essere soprattutto e innanzitutto un album dedicato al rapporto tra musica e trascendenza, una ricerca della parte ‘mistica’, o come ama dire Antonella Ruggiero, “magica”, che anima la musica e il suo rapporto con la divinità: “Corale cantico” e “Canto dell’amore” vengono addirittura dal primo album solista della Ruggiero, “Libera”, scritto dopo i frequenti viaggi e soggiorni in India. E la loro tenuta accanto ai brani succitati, che hanno ben altra provenienza, è la migliore dimostrazione delle riuscita di questo progetto. “Lo frate sole” racconta e ricorda il Santo-Uomo, San Francesco, forse il più vicino, tra gli esempi della nostra religione, alle figure di mistici e di illuminati delle culture orientali, mentre “Occhi di bambino” è una composizione inedita, il testo scritto da Antonella Ruggiero su musica di Carlo Cantini dell’Arké Quartet. Interpretazioni da brivido e arrangiamenti profondi e di grande sensibilità rendono “Luna crescente” un album quasi perfetto, cui è molto difficile trovare difetti (l’unico forse è quello di aver incluso nella selezione un brano ‘risaputo’ come “Aria sulla IV corda” di Bach: ma queste potrebbero anche essere snobberie da critico). Un’ultima citazione per Roberto Colombo, produttore dell’intero lavoro, e per il percussionista Ivan Ciccarelli, coinvolto nel progetto non meno di tutti gli altri citati finora e capace di svolgere con grande talento un lavoro molto impegnativo. Se sono vere le malelingue che dicono che, per realizzare questo progetto, Antonella Ruggiero ha dovuto cambiare temporaneamente casa discografica perché la sua è interessata soltanto a progetti pop, c’è da augurarsi che questo disco venda il doppio dei precedenti.


(Luca Bernini)
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