Non è brutto, il disco di esordio dei Dakota Moon. Il problema è che non è neanche bello. Cosè esattamente, il disco dei Dakota Moon? Eppoi, chi sono i Dakota Moon, si chiederà a buon diritto qualcuno, dato che si tratta di un gruppo al debutto?
Sono in quattro, sono americani e di colore, tendente al nero (oh, che invidia gli afroamericani che se ne sbattono del politically correct e tra loro si chiamano "niggaz"). Sanno suonicchiare, e sono coraggiosamente sganciati dallattuale, desolante panorama della black music americana. Niente campionamenti, niente strusci di zucchero pop filato spacciato per rhythmnblues, ma un easy-rock acustico che si ispira sorprendentemente ad alcuni bianchi eroi americani degli anni 70 (soprattutto Doobie Brothers e James Taylor, omaggiato con la cover di "Your smiling face"). Il tutto affogato in una pletora di armonie vocali non particolarmente fantasiose, che fanno un po Boyz II Men e completano il quadro di un disco, vale la pena ripeterlo, non brutto. Ma, vale altrettanto la pena ripeterlo, neanche bello. Un sottofondo gradevole per un viaggio su una highway o sulla A14; ma vi sfidiamo a ricordare, dopo tre ascolti, uno dei brani dellalbum e/o unemozione da essi suscitata.