«FADO - Eugenio Finardi-Francesco Di Giacomo-Marco Poeta» la recensione di Rockol

Eugenio Finardi-Francesco Di Giacomo-Marco Poeta - FADO - la recensione

Recensione del 28 nov 2001 a cura di Luca Bernini

La recensione

Breve introduzione alle recensione: poche musiche popolari rimangono ancora oggi misteriose e indefinibili come il fado portoghese. E del resto spiegarle comporta quella difficoltà tipica dello spiegare uno stato d’animo. E allora in questa sede dovremmo approfittarne per dire una volta per tutte che i vari generi musicali, se hanno un senso, ce l’hanno soltanto perché definiscono uno stato d’animo, prima ancora che un determinato tipo di beat, di strumentazione, di copertina o di approccio vocale. Spesso può capitare che una musica abbia le sue regole - e il fado ne è un esempio lampante - ma ciò non toglie che siano lo stato d’animo, l’intenzione, a determinarne il mood, e quindi il suo appartenere, per fini meramente classificatori o di comodo, a un genere piuttosto che a un altro. Detto questo, e se sapete già cos’è il fado, potete passare a leggere qualche riga sotto. Altrimenti dovreste leggere questa bieca traduzione (fatta alla bell’e meglio dal sottoscritto...) di una canzone molto importante per il genere, vale a dire “Tutto questo è fado” (Todo esto es fado) di Amalia Rodrigues, forse la voce più indicativa del fado portoghese: «L’altro giorno mi hai chiesto se sapevo cosa fosse il fado/ti ho risposto che non lo sapevo/ e la cosa ti ha sorpreso/Senza sapere quello che dicevo/ti ho mentito/ e ti ho detto che non lo sapevo/Anime sconfitte/notti perdute/ombre misteriose nel quartiere moresco/Una puttana canta/le chitarre piangono/fuoco e cenere/dolore e peccato/Tutto questo esiste realmente/tutto questo è triste/tutto questo è fado/ Se vuoi essere il mio uomo/e avermi sempre al tuo fianco/non parlarmi d’amore/ma dimmi del fado/ Il fado è la mia condanna/sono nata per perdermi/Il fado è tutto ciò che dico/e tutto ciò che non posso dire».
“Musica fatta da gente che va e viene a bordo delle navi che viaggiano in ogni parte del mondo e che poi si ritrovano nei porti (...) Al porto di Lisbona, sulla prima scoscesa collina dell’Alfama, è nato il “Fado”: reminiscenze africane, profumi arabi e mediorientali, sensualità andalusa, tristezza portoghese”, dice del fado Marco Poeta, ideatore di questo curioso esperimento nato prima come una serie di concerti e sviluppatosi poi come un vero e proprio progetto discografico. Chitarrista, fadista, Marco Poeta ha coinvolto nella sua rilettura di classici del fado tre splendide voci: Eugenio Finardi, Francesco Di Giacomo (mitico cantante del Banco di Mutuo Soccorso), Elisa Ridolfi. Le ha affiancate a una formazione stringata, composta, oltre a lui, da un altro bravo chitarrista come Michele Ascolese e dal basso acustico di Paolo Galassi. Ha selezionato una quindicina di classici dal repertorio del genere, alcuni dei quali sono stati tradotti e adattati in italiano, la maggior parte invece sono rimasti in portoghese. Vi ha aggiunto, a testimonianza di quanto dicevamo prima sull’importanza dell’intenzione e dello stato d’animo, una cover in stile fado di un brano al di sopra di ogni sospetto, “PIazza Grande” di Ron, qui suonata in modo tale da essere più credibile di alcuni originali. Il risultato? Un album che trasuda amore e grazia interpretativa, ma che soffre di alcune pecche, anzitutto sul versante degli arrangiamenti, che tendono ad essere squisitamente formali, a tratti. E’ come se una musica nata nelle bettole e nelle taverne venisse presa a forza e trasportata nel salotto buono di una casa nobiliare, in una dimensione ‘cameristica’ che forse non le appartiene. Per quanto riguarda le voci, tutti e tre gli interpreti si dimostrano all’altezza della situazione, anche se Di Giacomo e Finardi, pur mettendo in mostra generosità e passione, sembrano in alcuni momenti perdere il filo diretto con la magia di quella musica, finendo per fare fado piuttosto che essere fado. Nonostante non tutto fili perfettamente e sia sufficientemente credibile, “O fado” rimane un tributo importante a un genere musicale ricco d’ispirazione e suggestioni.

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