Lamb - WHAT SOUND - la recensione

Recensione del 27 nov 2001

I Lamb sono una delle migliori anomalie della scena musicale odierna. Un gruppo allo stesso tempo totalmente “trendy” e assolutamente fuori moda. Stupisce che il pubblico non se ne sia ancora accorto, come la loro musica meriterebbe. I Lamb nascono dall’incrocio tra elettronica e canzone d’autore. La prima è rappresentata dalla mente di Andy Barlow, la seconda dalla voce di Louise Rhodes. Dolci e delicate melodie appoggiate su un tappeto di suoni campionati e contaminati. “What sound” non sfugge alla regola dei due dischi precedenti, anzi amplia gli orizzonti musicali del duo. Spicca la stupenda “Gabriel”, una ballata per piano, voce ed effetti che si solleva da terra senza mai decollare, come il testo –dedicato ad un “Angelo Gabriele”- potrebbe indurre a pensare. Ma il disco non si ferma qui: dalla musica minimalista di “Small” (una canzone che non sfigurerebbe nel repertorio di Bjork) al massimalismo della title-track, che parte su voce a archi per aprirsi su ritmi elettronici spezzati, “What sound” ha pochissime cadute di tono, forse solo l’inutile strumentale (elettronico, ovviamente) “Scratch bass”.

Qualche canzone di questo disco potrebbe finire in qualche pubblicità e i Lamb potrebbero diventare il prossimo gruppo di moda. Glielo auguriamo; se capiterà, ricordiamoci però che la loro è musica vera, con solide radici nel passato e lo sguardo proiettato al futuro. Una dote propria solo della miglior musica che tante canzoncine-jingle non si sognano neanche.

(Gianni Sibilla)

Tracklist:
“What sound”
“One”
“Sweet”
“I Cry”
“Scratch bass”
“Heaven”
“Small”
“Gabriel”
“Sweetheart”
“Just is”

Vai alle recensioni di Rockol

rockol.it

Rockol.com s.r.l. - P.IVA: 12954150152
© 2026 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Privacy policy

Rock Online Italia è una testata registrata presso il Tribunale di Milano: Aut. n° 33 del 22 gennaio 1996