Gli Yes superstiti (Jon Anderson, Steve Howe, Chris Squire ed Alan White) mostrano ancora la voglia di osare e in “Magnification” si avvalgono dell’apporto di un’orchestra, in linea con una tendenza che si va diffondendo. Fortunatamente le orchestrazioni, effettuate dal conduttore Larry Groupé, non risultano eccessive e ognuno sta al suo posto, così che archi e band elettrica si integrino senza traumi. L’amalgama mantiene infatti un buon equilibrio, con risultati particolarmente interessanti in brani come “We agree” o “Don’t go”. Per il resto, anche in questo primo album del terzo millennio (coprodotto dal gruppo con Tim Weidner e registrato in California, ai Sound Design Studios di Santa Barbara) la proposta degli Yes si mantiene pressoché immutata, con elaborate strutture ritmico-melodiche classiche di quello stile prog che da decenni vede in loro delle vere e proprie icone.
Gli inossidabili Yes, con trentatre anni di carriera sulle spalle, proseguono imperterriti per la loro strada senza curarsi del disinteresse da parte dei media e delle critiche di chi li accusa di risultare tediosi con la loro musica eccessivamente elaborata e anacronistica. Ma in Italia il Movimento progressive rock degli anni ’70 penetrò in profondità e ancora oggi nel nostro paese questo genere musicale conta su un proprio seguito, una nutrita schiera di gruppi (alcuni anche piuttosto bravi), le sue fanzine e i suoi festival. E da questa fazione di appassionati “Magnification” verrà sicuramente accolto con favore.
Gli Yes superstiti (Jon Anderson, Steve Howe, Chris Squire ed Alan White) mostrano ancora la voglia di osare e in “Magnification” si avvalgono dell’apporto di un’orchestra, in linea con una tendenza che si va diffondendo. Fortunatamente le orchestrazioni, effettuate dal conduttore Larry Groupé, non risultano eccessive e ognuno sta al suo posto, così che archi e band elettrica si integrino senza traumi. L’amalgama mantiene infatti un buon equilibrio, con risultati particolarmente interessanti in brani come “We agree” o “Don’t go”. Per il resto, anche in questo primo album del terzo millennio (coprodotto dal gruppo con Tim Weidner e registrato in California, ai Sound Design Studios di Santa Barbara) la proposta degli Yes si mantiene pressoché immutata, con elaborate strutture ritmico-melodiche classiche di quello stile prog che da decenni vede in loro delle vere e proprie icone.
Gli Yes superstiti (Jon Anderson, Steve Howe, Chris Squire ed Alan White) mostrano ancora la voglia di osare e in “Magnification” si avvalgono dell’apporto di un’orchestra, in linea con una tendenza che si va diffondendo. Fortunatamente le orchestrazioni, effettuate dal conduttore Larry Groupé, non risultano eccessive e ognuno sta al suo posto, così che archi e band elettrica si integrino senza traumi. L’amalgama mantiene infatti un buon equilibrio, con risultati particolarmente interessanti in brani come “We agree” o “Don’t go”. Per il resto, anche in questo primo album del terzo millennio (coprodotto dal gruppo con Tim Weidner e registrato in California, ai Sound Design Studios di Santa Barbara) la proposta degli Yes si mantiene pressoché immutata, con elaborate strutture ritmico-melodiche classiche di quello stile prog che da decenni vede in loro delle vere e proprie icone.