«WHITE BLOOD CELLS - White Stripes» la recensione di Rockol

White Stripes - WHITE BLOOD CELLS - la recensione

Recensione del 01 nov 2001

La recensione

Quando si andava a scuola i cosiddetti “secchioni” si dividevano sempre in due categorie, c’erano quelli che imparavano tutto a memoria e facevano il compitino lindo e bello, e c’erano quelli a cui bastava una letta o poco più per capire il succo, il ragionamento di fondo e comunque fare un’ottima figura col minimo sforzo. A voler essere maliziosi si potrebbe sostenere che è proprio questa la sostanziale differenza che divide i newyorchesi Strokes dai The White Stripes di Detroit, riuniti dalla stampa di settore in un’ipotetica, nuova scena musicale statunitense. Se i primi sembrano ripetere perfettamente la lezione appresa nei ripetuti ascolti dei loro artisti preferiti, le “strisce bianche” (ogni allusione è lecita) sono riuscite semplicemente a carpirne lo spirito.
Marchio di fabbrica di questi due fratelli di Detroit (Jack e Meg White) è l’uso di soli due strumenti, chitarra e batteria a cui, raramente, vengono affiancati piano o tastiere.
Il risultato è un sound scarno, ma efficace che si alterna tra assalti chitarristici e leggere ballate pop, il cui DNA è un crogiuolo di mille influenze più o meno note.
Il disco si apre con il blues di “Dead leaves and the dirty ground” e il divertente simil-country di “Hotel Yorba”. “Little Room” tratteggia perfettamente i caratteri fondamentali della loro arte: una breve storiella, che potrebbe essere riassunta dal proverbio “Chi troppo vuole, nulla stringe”, viene eseguita con sola voce e batteria.
Da segnalare il punk di “Feel in love with a girl”, “The union forever”, “I think I smell a rat” e la dolcissima e conclusiva “This protector”.
La sentenza finale è che questi due ci sanno fare e si fanno apprezzare per carica vitale e spontaneità; per carità, niente di nuovo sotto la luce del sole, ma solo quaranta minuti di sano, eccellente, antiquariato.



(Giuseppe Fabris)

TRACKLIST

01. Dead leaves and the dirty ground
02. Hotel Yorba
03. I’m finding it harder to be a gentleman
04. Fell in love with a girl
05. Expecting
06. Little room
07. The union forever
08. The same boy you’ve always know
09. We’re going to be friends
10. Offend in every way
11. I think I smell a rat
12. Aluminium
13. I can’t wait
14. Now Mary
15. I can learn
16. This protector
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.