«STORIE DALLA VIA EMILIA - Graziano Romani» la recensione di Rockol

Graziano Romani - STORIE DALLA VIA EMILIA - la recensione

Recensione del 23 ott 2001 a cura di Diego Ancordi

La recensione

Se questo disco fosse stato pubblicato da Ligabue probabilmente le copertine di tutte le riviste, specializzate e non, griderebbero al miracolo. Ma il music business non ha mai avuto un occhio di particolare riguardo per Graziano Romani, che pure rappresenta degnamente la scena rock emiliana. Romani ha una lunga storia, cominciata nella seconda metà degli anni ’80 con i Rocking Chairs e proseguita con vari episodi di gruppo prima di intraprendere una carriera solista giunta oggi al terzo episodio discografico. Le radici “americane” del sound di Graziano restano un punto fermo nella sua produzione, naturalmente mediate dalla cultura melodica della sua terra. Il risultato è qualcosa che sta a metà fra la poesia “blue collar” di Bruce Springsteen (al quale il cantautore ha di recente reso omaggio con il tributo “Soul crusader”) e l’ “adriatic rock” di Ligabue. Chiedo scusa, ma il paragone con l’autore di “Buon compleanno Elvis” è davvero inevitabile. Entrambi narrano piccole-grandi storie della provincia emiliana, semplici ma vissute con il cuore, sia che parlino d’amore (“Lei ballerà”, “Non ci puoi fare niente”), di fuga (“Non ti dico ciao”, “Hallelujah Joe”), di speranza (“Moira del circo”, “Sparando alla luna”), di ricordi (“Tre croci”), di feste di piazza animate dalle canzoni dei Nomadi di Daolio (“Augusto cantaci di noi”) o di autostrade percorse in auto con la radio a tutto volume (“Dio della radio”). E chissà che l’emittente che accompagna le corse in auto verso il mare o le colline emiliane non sia proprio quella Radiofreccia resa famosa dall’illustre conterraneo collega? Tredici i brani presenti su questo bell’album, compresa la cover di “Rimmel” di Francesco De Gregori. Tredici storie sincere e sofferte, suonate da Graziano e dai suoi Mescalero con un occhio sempre rivolto alle highways americane. Ascoltatele e lasciatevi andare, perché anche questi sono sogni di rock’n’roll anche se a base di lambrusco, coltelli, rose e popcorn.


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