«SPACE BOOGIE: SMOKE ODDESSEY - Kurupt» la recensione di Rockol

Kurupt - SPACE BOOGIE: SMOKE ODDESSEY - la recensione

Recensione del 16 ott 2001 a cura di Davide Poliani

La recensione

Kurupt, classe 1972 e appena due album alle spalle (il disco di debutto “Kuruption!” e “Tha streetz iz a mutha”) è riuscito a mettere insieme, per registrare questa sua ultima fatica, il meglio dell’hip-hop “interrazziale” americano: nei crediti di “Space boogie: smoke oddessey” spiccano infatti i nomi di Snoop Doggy Dogg, Fred Durst assieme agli ex House of Pain Everlast e dj Lethal, Nate Dogg, Xzibit e Soopa Fly. Potendo contare su una squadra di produttori così importante, Kurupt non si è fatto sfuggire l’occasione di mettere una seria ipoteca sulla corona di “re della West Coast”, confezionando un album che, pur patendo ancora qualche ingenuità gangsta “vecchio stile”, denota una classe ed una raffinatezza veramente notevoli. Le basi, infatti, sono forse meno pacchiane e più elaborate di quelle che accompagnavano il nostro in “Tha streetz iz a mutha”: canzoni come “It’s over” strizzano l’occhio al mercato pur non concedendo al pubblico ritornelli troppo ruffiani. Anche negli episodi dove gli ospiti iniziano a diventare ingombranti (“Lay it on back”, che vede impegnati contemporaneamente Durst, dj Lethal e Snoop Dogg) l’avvicendarsi di interventi è sobrio, lo stile non è auto-celebrativo (l’assolo di turntablism dell’attuale dj dei Limp Bizkit è essenziale ed elegante), e le soluzioni produttive valorizzano alla pari le presenze di tutti. Musicalmente “Space boogie: smoke oddessey” è un album davvero notevole, ben realizzato ed in perfetto equilibrio tra hip-hop di consumo e rap viscerale. Per questo, forse, la scarsa originalità dei testi scritti da Kurupt stona particolarmente. Sarà perché noi, borghesucci bianchi che Compton, se va bene, l’abbiamo vista solo una volta dal finestrino dell’aereo, certe cose non le capiamo. O sarà perché, in certi casi, l’immagine è compresa nel prezzo del biglietto. D’altronde, le liriche di Saul Williams sulle basi di Kurupt proprio non riusciamo ad immaginarcele, come d’altra parte non riusciamo a vedere il vicepresidente della Interscope (il signor Fred Durst, per la precisione), vivere alla giornata nei dintorni di South Central. E’ altrettanto vero, però, che certi ragionamenti, al cospetto di certi album, rischiano di essere capziosi: se lo scopo di Kurupt era quello di divertire, e di far muovere alle sue ascoltatrici quella parte del corpo che non manca di decantare ogni strofa e mezza senza lanciare messaggi particolarmente impegnati, allora il rapper ex membro dei Doog Pound ha fatto centro al cento per cento.


Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.