Rachid Taha - DIWAN - la recensione

Recensione del 17 giu 1998

Se pensate di avere di fronte l’ennesimo Khaled, e glielo dite, ci penserà lui stesso a spezzarvi le corna. Rahid Taha ha tutt’altra estrazione, in lui si sente maggiormente un eco derivante dall’antica musica berbera e una lontananza micidiale dal world pop a tratti edulcorato che propone il buon Khaled. "Diwan" è il primo disco di Taha ad essere promosso a livello internazionale, dopo un avvio di carriera in Francia che ne ha fatto crescere a poco a poco la popolarità. Un ottimo lavoro, espressione di una voglia di contaminazione e di una creatività che lo propongono già adesso come uno dei protagonisti della scena musicale internazionale, e d’altra parte lui non è certo un novizio, visto che la sua carriera va avanti, da solista o con il suo vecchio gruppo Carte de Sojour, da almeno 10 anni. Tenetelo d’occhio, perché ne vale veramente la pena.

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