Il secondo CD offre un excursus attraverso gli altri periodi artistici che hanno contraddistinto la lunga attività del musicista di Birmingham. La tracklist aggiunge ulteriori spunti a quelli già innumerevoli mostrati nella parte relativa al supertrio e procede in ordine cronologico a partire dal 1966 con due brani stile Motown dei Craig, gruppo - evoluzione diretta dei King Bees - che vedeva dietro i tamburi un Palmer non ancora sedicenne. Si resta nel soul revival dei sixties con “Love light” dei Chants e “Decline and fall” degli Atomic Rooster (fondati da Palmer con il tastierista Vincent Crane) del 1970. Si “salta” il decennio occupato da EL&P per arrivare al 1980, con due canzoni tratte dall’unico album dei PM, formazione che vedeva Palmer insieme ad alcuni strumentisti americani, costruita all’indomani dello scioglimento del mitico trio: “You’ve got me rockin’” e “Dynamite”, non certo entusiasmanti nelle loro esecuzioni un po’ pacchiane. “Mount Teidi” e “Ready Mix” ci introducono poi nelle rarefatte atmosfere create dal visionario Mike Oldfield: morbida ed eterea la prima, più rock la seconda. Sono invece tre i brani scelti dal repertorio degli Asia, gruppo a metà fra progressive e easy listening in cui Carl ha militato per moltissimi anni (e recentemente riunitosi): la famosa “Heat of the moment”, la poppeggiante “Wildest dreams” e “Time again”, più vicina allo stile E.L.P.. Seguono due canzoni del gruppo 3, trio costituito nel 1988 dal batterista insieme all’ex-compagno Keith Emerson e al californiano Robert Berry: il medley “Desda la vida” e una cover di “Eight miles high” dei Byrds piuttosto cadenzata, quasi tribale nella parte ritmica e poppeggiante nei suoni un po’ elettronici in voga negli anni ’80. In chiusura due recenti incisioni live: un brano dell’anno scorso dei Qango (“Hoedown”, uno dei pezzi forti del concept album di E.L.P. “Pictures at an exhibition”) registrato durante un’esibizione dimostrativa promozionale e una serie di virtuosismi jazz realizzati con l’orchestra di Buddy Rich.
L’ album costituisce quindi una sorta di riassunto del curriculum vitae di un musicista dotatissimo; sicuramente non raggiungerà grandi vendite e non incontrerà nemmeno l’interesse del grosso pubblico. Semmai potranno suscitare la curiosità di appassionati, fanatici del progressive, accaniti fans di EL&P e batteristi. Ma, alla fine, il primo cd è praticamente una compilation del supertrio più famoso nella storia del rock anni ’70 e il secondo può esseere visto come una testimonianza dell’evoluzione compiuta dal musicista in trentacinque anni di carriera ai massimi livelli.