«GREATEST FITS - Ministry» la recensione di Rockol

Ministry - GREATEST FITS - la recensione

Recensione del 14 set 2001

La recensione

I Ministry, creatura oscura partorita dalla fantasia di Al Jourgensen ed in seguito adottata anche da Paul Barker, giungono a festeggiare i loro primi vent’anni di carriera proprio in questo 2001. Il loro sound popolato da incubi industriali post-millenaristici è diventato oramai noto, facendo numerosi proseliti. A differenza di altre entità musicali legati alla scena elettro-industrial, i Ministry non lasciano nell’ascoltatore né scampo, né speranza, utilizzando ritmi asciutti, marziali, distorti e a tratti impietosi. Per porre l’accento sull’importanza di un gruppo oramai più che rodato, ecco quindi questa bella retrospettiva, un degno viaggio attraverso la storia e le evoluzioni musicali del gruppo. Non può certo mancare l’inedito in questa raccolta, che qui si materializza in “What about us”, brano compreso nella colonna sonora del film di Steven Spielberg: “A.I.”. La nuova canzone conserva tutti classici canoni delle canzoni dei Ministry: voce filtrata, batteria elettrica opprimente, chitarra satura, ma con toni meno scuri del solito. I ritmi claustrofobici e ripetitivi sono presenti anche nelle altre dodici tracce, sicuramente le migliori del repertorio di Jourgensen. “Stigmata” è ancora utilizzata come metro di paragone per l’industrial music, così come lo sono gli altri pezzi clou dell’intera raccolta: “N.W.O.”, “Just one fix” e l’anfetaminica “Jesus built my hotrod”, cantata da Al in coppia con l’amico e compagno di viaggi psicotropi Gibby Haynes. Dall’album “Filth pig” è acclusa una versione long mix di “Reload”, ma anche la bellissima cover di Bob Dylan “Lay lady lay”, mentre dall’ultimo “Dark side of the spoon” ecco “Supermanic soul” e “Bad blood”, due brani sinistri proprio come il titolo dello stesso disco. “Supernaut”, altra cover ma questa volta dei Black Sabbath, era precedentemente apparsa sul primo disco tributo a Ozzy&C. (“Nativity in black”) ed é stata qui riprogrammata per l’occasione. Una raccolta che racchiude un pezzo di storia, da possedere e comprare senza indugio alcuno.

(Angelo Ferrari)
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