«THE BEST OF ASHA BHOSLE, THE GOLDEN VOICE OF BOLLYWOOD - Asha Bhosle» la recensione di Rockol

Asha Bhosle - THE BEST OF ASHA BHOSLE, THE GOLDEN VOICE OF BOLLYWOOD - la recensione

Recensione del 18 ago 2001

La recensione

Los Angeles, la mecca del cinema occidentale. Una città che produce chilometri di pellicola ad uso e consumo del pubblico anzitutto statunitense (più di 300 milioni di persone) e poi, di quello che risiede nelle colonie vicine e lontane dell’impero. La parola magica, e la impari da piccolo, è: Hollywood. Bombay, la mecca del cinema indiano. Una città che produce chilometri di pellicola ad uso e consumo del pubblico anzitutto indiano (quasi un miliardo di persone) e poi asiatico, compreso quello che vive nelle colonie all’estero (in Inghilterra, ad esempio). La parola magica, e spesso la ignori per tutta la vita, è: Bollywood, ossia quella parte di Bombay nella quale vive il mondo del cinema.
Il cinema indiano è prevalentemente un cinema musicale, nel senso che in nessun altro cinema esiste un legame così forte tra le trame, i personaggi e le canzoni. Sono film musicali, in cui ogni scusa è buona per partire con il canto e spesso e volentieri le canzoni dei film diventano singoli canticchiati da tutti e venduti a milioni. Se avete visto il film “East is east”, con la gitarella a Brighton della famigliola protagonista e visione corale del film con scena cantata (a memoria), avete un’idea di cosa significhi. Un film, proprio come i film musicali, può essere visto e rivisto, anche solo per divertirsi a cantare le canzoni. All’interno di questa struttura i cantanti della “filmi music” assumono quello che da noi è comunemente il ruolo dei doppiatori, nel senso che è compito loro – e loro bravura – rendere con la voce e le canzoni il temperamento e gli stati d’animo dei vari attori quando cantano. Tra quelli che si sono guadagnati lo status di superstar del genere ci sono sicuramente Mukesh, Mohammed Rafi, il più importante cantante uomo, Lata Magenshkar, una vera leggenda entrata addirittura nel Guinness dei primati per il record di incisioni realizzate (si parla di oltre trentamila, ma c’è chi dice che Mohammed Rafi, scomparso nel 1980, ne abbia incise di più) e sua sorella Asha Bhosle, forse ancora più celebrata di lei in quanto a versatilità vocale. Sì, perché la caratteristica più preziosa dei cantanti di filmi music è proprio quella di rendere credibili i personaggi, tanto la ragazza destinata in sposa al vecchio facoltoso così come la donna ormai avanti con gli anni che decide di passare il resto della vita a pregare. E Asha Bhosle, in questo, è insuperata: la sua popolarità è arrivata anche in Occidente, tra le generazioni di indo-pakistani residenti in Gran Bretagna: i Cornershop citano nessun’altro che lei nel loro più famoso successo “Brimful of Asha”. Inoltre la cantante ha duettato con il gruppo bhangra Alaap, con il rapper indiano Baba Sehgal e con Boy George. Questa raccolta mette insieme il meglio della produzione di Asha Bhosle relativa agli anni ’60 e ’70, in alcuni casi impreziosendo la scelta con un paio di duetti con Mohammed Rafi e ci offre un quadro sostanzioso di cosa significhi, in India, musica da film. E non è un caso che da uno qualsiasi di questi brani filtri l’amore per le orchestrazioni occidentali tanto quanto il riferimento continuo alla musica raga e alla tradizione più tipicamente indiana. Cosa che rende la raccolta doppiamente suggestiva. Fate la prova e ve ne accorgerete voi stessi.

(Luca Bernini)
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