«L'OTTAVO NANO - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - L'OTTAVO NANO - la recensione

Recensione del 03 mar 2001

La recensione

Dalla TV al CD. L’Ottavo Nano ormai non è più soltanto una semplice trasmissione di cabaret per intrattenere la gente il martedì sera. Lo spettacolo di satira politica, di costume e quant’altro condotta da Serena Dandini e Corrado Guzzanti, è diventata un vero e proprio tarlo nella testa degli italiani; come qualsiasi cosa che nel nostro bel Paese affronta i temi importanti in modo bizzarro, stravolgendoli e rendendoli – in modo intelligente – tutt’altra cosa. Noi, però, non siamo certo qui per discutere dei rapporti tra la satira – volgare o meno – e il popolo dello Stivale, né tanto meno fare un’analisi sociologica delle affinità tra i due. E ce ne guardiamo bene; siamo semplicemente qui per stendere su un foglio elettronico, cercando di farlo in modo competente e serio , le impressioni che questa raccolta, da molti definita esilarante, ci si sono appiccicate addosso. Un po’ come i personaggi che hanno riempito quelle serate passate sprofondati in un divano lercio di snack vari, come il falso Antonello Venditti (alias Corrado Guzzanti) che ha fatto cantare folle da stadio “e allora vieni con me amore/sul grande raccordo anulare/che circonda la capitale/e nelle soste faremo l’amore/e se nasce un figlio poi/lo chiameremo Roma” con la sua interpretazione magistrale solo piano e voce di “Grande raccordo anulare”, o la presentatrice Vulvia, che tra una chiacchierata e l’altra vuole rifarsi le “sise”, o, ancora, la rockstar madonnara Natasha. Tra questi validissimi personaggi – dei quali non mettiamo in dubbio le qualità – ce ne sono anche alcuni che nascondono i loro veri nomi dietro a pseudo-pseudonimi: The Gazness, Marina Reggae, Samuel & Garfunkel e Nic Fabi Junior: ossia Max Gazzè, che, travestito da uomo-Madness, si cimenta in una trascinante versione ska del suo spaccaclassifiche “Una musica può fare”, o come Marina Rei, che si trasforma in rasta per un conseguente raggamuffin di “Un inverno da baciare”. Arrivano poi, tra sketch e stacchi musicali della “ONB”, la Ottavo Nano Band, “Chicco e Spillo” di Samuele Bersani e “Lasciarsi un giorno a Roma” qui riproposta da Niccolò Fabi. E così si arriva alla fine di questi 45.23 minuti balordi divertiti, intrattenuti e anche un po’ incattiviti.
Con un’incognita: quanto costa un ‘mbuto e, soprattutto, il prezzo affisso va giù quando lo si usa per travasare qualche liquido?

(Valeria Rusconi)
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