«CAIRO ROAD, GREAT SINGERS OF THE ARAB WORLD - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - CAIRO ROAD, GREAT SINGERS OF THE ARAB WORLD - la recensione

Recensione del 04 ago 2001

La recensione

L’Africa araba, quella settentrionale, è la parte del continente nero con cui abbiamo più familiarità, almeno a livello musicale. La musica di paesi come Algeria, Marocco, Egitto si ascolta quasi di consueto nelle grandi città italiane, grazie alle sempre crescenti comunità straniere che si vanno impiantando e moltiplicando nel nostro paese, parallelamente a corsi di arabo, di danza del ventre, ristoranti, macellerie e negozi di ‘deli’ arabe. Né del resto sono più un mistero il suono e la musica mediorientali, floridi in Siria, Iraq, Libano e legati a cerniera alla scena e alla cultura musicale egiziana e, in senso più ampio, a quella mediterranea.
Questa splendida raccolta si propone di fotografare in un unico scatto un panorama musicale quanto mai vasto e imponente, con la stessa dose di sfrontatezza che potrebbe avere chi, salito in cima a un monte, decidesse di fare una foto “al panorama sotto”. Eppure, come nel caso della vera foto, basta qualche semplice accorgimento per riuscire a riportare a casa qualcosa di visibile, e così i compilatori di “Cairo road” – fondamentalmente Jamie Renton e Hamid Zagzoule – sono riusciti con successo in un’impresa difficile. Non parliamo qui, né si potrebbe, visto l’ambito temporale ristretto attraverso cui si muove un CD – durata standard 70 minuti, 12 brani in cui condensare una storia che copre quasi un secolo – di successo dal punto di vista storiografico o etnomusicale, ma, più semplicemente, suggestivo, visto che poi raccolte come questa hanno soprattutto lo scopo di far sognare chi ascolta e trasportarlo con la fantasia nel bel mezzo di antiche medine, tra dedali di viuzze e mercati all’aperto, in quell’impasto di colori, voci, odori e sapori che per il turista o il viaggiatore rappresenta un’avventura al Cairo.
I nomi scelti come testimoni di questo viaggio sono eccellenti, a cominciare dalla diva delle dive, Oum Kalthoum (1904-1975), la voce del mondo arabo, colei che mise in fila 3 milioni di persone dietro il suo feretro il giorno che se ne andò, ancora oggi ascoltata e venerata dalle comunità egiziane di tutta Europa. Fondamentale anche il nome di Abdel Halim Hafez, detto “l’usignolo del Nilo”, in onore del quale Natacha Atlas ha intitolato il suo album del 1997 “Halim”. Ognuno dei cantanti raccolti in questa antologia meriterebbe una descrizione di qualche riga, come del resto fa il booklet del CD, per assaporare almeno un po’ della storia di ognuno, dei suoi percorsi artistici, delle molteplici connessioni con il mondo dei concerti e della musica da film. Quello che lega insieme gli artisti di “Cairo road” è il grande virtuosismo vocale, affiancato alla valorizzazione di un patrimonio musicale che è, a tutti gli effetti, vera soul music araba. Lo è per il trasporto dei cantanti, lo è per la sofisticata immediatezza degli arrangiamenti, per i ritmi trascinanti delle percussioni, per la dimensione ‘trance’ che sta dietro la più semplice e popolare delle composizioni, pronta a prendere il volo al primo tentativo di improvvisazione. “Cairo road” vi offre tutto questo in un solo disco, a voi il passo successivo, quello di approfondire o di andare direttamente sul posto alla ricerca di questa splendida musica.

(Luca Bernini)
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