«VOLUME 3: FURTHER IN TIME - Afro Celt Sound System» la recensione di Rockol

Afro Celt Sound System - VOLUME 3: FURTHER IN TIME - la recensione

Recensione del 29 lug 2001

La recensione

E’ musica migrante per costituzione, quella che ha origine dalla multicolore formazione etno-techno-folk sponsorizzata dalla Real World di Peter Gabriel. Apolide, in viaggio continuo tra l’Isola Verde e l’Africa Nera, tra dancefloor suburbani e sperduti villaggi di campagna, alla ricerca del comune esperanto della nuova comunità “globale”. Su questo credo ormai consolidato poggia saldamente anche la terza produzione discografica siglata dalla band dell’ex-Working Week Simon Emmerson: si tratta dunque, ancora una volta, di verificare al banco di prova la potenza comunicativa e le possibilità evolutive di una musica che sembra generarsi per combustione spontanea dal contatto di elementi eterogenei, cornamuse irlandesi e talking drums, strumenti a corda dell’Africa occidentale e loop elettronici da club underground. A fronte delle scelte più ortodosse e tradizionaliste operate nel secondo disco, Emmerson e i suoi più stretti collaboratori (il paroliere e vocalist Iarla O’ Lionaird, il multistrumentista James McNally e il tastierista-ingegnere del suono Martin Russell) hanno scelto questa volta di accentuare le caratteristiche etniche e moderniste del progetto, giocando anche con più convinzione la carta della canzone pop. Esempio lampante “When your falling”, dove il padrone di casa Gabriel si toglie qualche ruggine di dosso per consegnare una delle sue migliori performance degli ultimi tempi: chitarre acustiche, tastiere, voci e un clima da gioiosa festa pagana riportano subito alla mente i tempi felici di “Shaking the tree”. Non è da meno l’altra “guest star” Robert Plant, che in “Life begin again” prende nuovamente le piste pietrose del Kashmir e del Marocco più volte battute in epoca Zeppelin, regalando alla canzone il suo inconfondibile timbro d’altri tempi. Per descrivere l’elusività del progetto Afro Celt Sound System niente di meglio che “Go on through”, un pezzo che muta pelle più di una volta nell’arco dei suoi otto minuti di durata: aprendosi come una pura oasi di meditazione celtica (complici le evocative uilleann pipes del maestro Liam O’Flynn), per assumere poi le sembianze di una vellutata ballata notturna e chiudere le danze con un ipnotico canto tribale scosso da un frenetico ritmo jungle. Il vocalist O’ Lionaird dà il meglio in “Persistence of memory” (forse il pezzo più immediato della raccolta: siamo dalle parti dello Sting più “etnico” e, ancora, dell’ultimo Gabriel), e se lo spettro della ambient di maniera e da spot pubblicitario è sempre dietro l’angolo (si ascoltino le tracce che aprono e chiudono il disco, “North” e “Onwards”), quando si scaldano i motori e la macchina parte a pieno regime l’armata di Emmerson diventa davvero inarrestabile. Accade nei vorticosi toboga musicali di “Colossus” (il cui carattere di work in progress è sottolineato dalla possibilità lasciata ai fan di remixare il pezzo sul sito Web dedicato all’album), nell’implacabile tribal techno di “Shadowman” scandita dal rap africano di Demba Barry, e ancor più sulla title track, una “Yeke yeke” aggiornata dove melodia, kora e voce di N’Faly Kouyate incrociano un loop killer e incisivi squarci di tastiere elettroniche (alzate il volume, l’effetto trance è assicurato). World pop, la definisce sinteticamente lo stesso Emmerson. Musica con un piede nelle tradizioni e la testa proiettata nel futuro. Appena un po’ più in là nel tempo, come suggerisce il titolo del disco, nell’anticipare le promesse di una società multietnica e finalmente pacificata.

(Alfredo Marziano)
Segui Rockol su Instagram per non perderti le notizie più importanti!

© 2020 Riproduzione riservata. Rockol.com S.r.l.
Policy uso immagini

Rockol

  • Utilizza solo immagini e fotografie rese disponibili a fini promozionali (“for press use”) da case discografiche, agenti di artisti e uffici stampa.
  • Usa le immagini per finalità di critica ed esercizio del diritto di cronaca, in modalità degradata conforme alle prescrizioni della legge sul diritto d'autore, utilizzate ad esclusivo corredo dei propri contenuti informativi.
  • Accetta solo fotografie non esclusive, destinate a utilizzo su testate e, in generale, quelle libere da diritti.
  • Pubblica immagini fotografiche dal vivo concesse in utilizzo da fotografi dei quali viene riportato il copyright.
  • È disponibile a corrispondere all'avente diritto un equo compenso in caso di pubblicazione di fotografie il cui autore sia, all'atto della pubblicazione, ignoto.

Segnalazioni

Vogliate segnalarci immediatamente la eventuali presenza di immagini non rientranti nelle fattispecie di cui sopra, per una nostra rapida valutazione e, ove confermato l’improprio utilizzo, per una immediata rimozione.