«LEAVES TURN INSIDE YOU - Unwound» la recensione di Rockol

Unwound - LEAVES TURN INSIDE YOU - la recensione

Recensione del 31 ago 2001

La recensione

Thurston Moore dei Sonic Youth ha speso in passato giudizi fortemente positivi verso gli Unwound. E questi ultimi sembrano avere intrapreso una direzione paragonabile a quella della band newyorkese: una partenza caratterizzata da sonorità abrasive che lasciano il passo in seguito a costruzioni più complesse, che rinunciano alle punte rumoriste più estreme. "Leaves turn inside you" è l'album che sancisce in modo chiaro la svolta con cui gli Unwound sembrano lasciarsi il noise alle spalle, ed è davvero un ottimo lavoro. Anche se la chitarra di Justin Trosper lascia da parte gli assalti di feedback in favore di arpeggi e suoni puliti, non si tratta di un ripiegamento verso il facile ascolto. Il doppio cd infatti è denso, malinconico, con brani anche lunghi e articolati, come "Terminus", nove minuti e mezzo divisi in tre sezioni. La prima è un pezzo cantato, non distante dai Fugazi, che si lega a una parte strumentale in cui i riff della chitarra e del basso si intrecciano agli archi, che restano padroni della scena prima di lasciare spazio all'ultima sezione: due chitarre, basso e batteria, più qualche tocco di piano elettrico per un brano che non sfigurerebbe su un disco dei Mogwai. Una costruzione ambiziosa, ma che riesce a tenere alta l'attenzione per tutta la sua ragguardevole durata. Anche quando si tengono dentro i limiti consueti della canzone, gli Unwound colpiscono nel segno, come accade nella ipnotica "Demons sing love songs", che nel ritornello vede la voce quasi sussurrata di Trosper doppiata da un coro spettrale, o in "Off this century", la maggiore concessione del gruppo al proprio passato. La vetta dell'album è l'eterea "One lick less", che apre il secondo CD: le chitarre ricordano vagamente i My Bloody Valentine più trasognati e offrono il migliore accompagnamento possibile ai sussurri di Trosper, in splendido contrasto con il ritmo martellante della successiva "Scarlette". Le note di quest'ultima e quelle di "Radio Gra" accompagnano le immagini delle due tracce video incluse nei due CD, piccolo valore aggiunto a un album eccellente. Quanti sono i gruppi che riescono a realizzare dischi simili dopo dieci anni di attività?

(Paolo Giovanazzi)
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