«SONGS YET TO BE SUNG - Perry Farrell» la recensione di Rockol

Perry Farrell - SONGS YET TO BE SUNG - la recensione

Recensione del 27 giu 2001

La recensione

Mancava a noi “crossoveristi” figli dei primi anni ’90, il genio e l’estro di Perry Farrell, artista noto ai più per i suoi seminali Jane’Addiction e per aver inventato il festival itinerante Lollapalooza. A chi avesse ascoltato la sua precedente opera “Rev” era indubbiamente parso che la suddetta fosse stata alquanto inutile: si trattava solo di una mera raccolta di editi e remix estrapolati dalle sue prime creature musicali. Questo “Song yet to be sung” è invece una sorpresa. Oltre a presentarci un Farrell giocoso e sempre innamorato della musica, il disco ci mostra un uomo alle prese con la musica elettronica, etnica, i campionamenti, il rock e la religione. L’album nasce dalla collaborazione di Farrell con tanti altri musicisti che hanno dato la loro personale impronta e contributo. Prima su tutti Dave Navarro e Stephen Perkins sulla traccia che titola il disco. Questi due sono i compagni di sempre, e con cui ha recentemente resuscitato i Jane’s Addiction dal vivo, Martyn LeNoble dei Porno For Pyros (“Happy birthday jubilee” e “To me”), Jon Bryon (”Song yet to be sung”, “Say something” e “To me”), Lonnie Jordan dei WAR (su “King Z”) e Jennifer Turner. La produzione è stata invece affidata rispettivamente a Mad Professor, Marius De Vries (Björk) e Kris Sharma (Sugar Ray, Filter, Crystal Method), il mixaggio è invece del blasonato Alan Moulder.
La scaletta di “Song yet to be sung”, visti i nomi, è naturalmente incentrata su sonorità tra dub, rock ed elettronica, in quella che secondo Farrell è “una vera festa globale”. Tema principale, come spiegato da lui stesso in un’intervista rilasciata a Rockol, è il Giubileo, un party globale per chi vuole celebrare sentimenti come la felicità, il perdono e la riconciliazione.
Certo, tra sonorità di vario tipo fa fatica ad emergere il rock fornito dai due ex-Jane’s Addiction, ma non sono certamente da buttare il dub di “To me”, l’esotica “Nua nua” ed il funk di “Admit I”. Un disco personale, che alle volte appare un po’ scontato, ma che sarà certamente apprezzato dagli amanti dell’elettronica. Quelli che invece rimpiangono i Jane’s incrocino le dita: non è detto che il loro ritorno dal vivo escluda anche quello in studio!

(Angelo Ferrari)
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