«LAND OF THE FREE - Pennywise» la recensione di Rockol

Pennywise - LAND OF THE FREE - la recensione

Recensione del 05 lug 2001

La recensione

Dopo l'elezione di Bush alla presidenza degli Stati Uniti e la comparsa sulla scena mondiale del popolo di Seattle, i Pennywise hanno deciso di chiarire le proprie posizioni in tema di libertà di parola e di rapporti con l'establishment. Tanto per non rischiare di venire fraintesi, hanno pensato bene di intitolare una canzone "F**k authority". Se non ricordo male, i Raw Power avevano usato lo stesso titolo prima di loro, e senza asterischi, il che è rassicurante sul permanere di certi modi di pensare. A suonare punk, si potrà anche vedere qualche soldo in più rispetto al passato, ma i vaffa verso chi comanda restano un punto fermo. I Pennywise sono decisi a far circolare idee antiautoritarie, anche attraverso il loro sito web, basandosi sulla convinzione che il punk possa cambiare il mondo, data la sua natura di mezzo espressivo capace di veicolare la rabbia di coloro che ne sono coinvolti. Sono i primi ad ammettere che si tratta di un'idea ingenua, dettata da istinto ed emotività più che da un'analisi razionale, ma poco importa. Una lettura cinica di questo atteggiamento può suggerire che si tratta di un'idea altamente vendibile verso una fetta di pubblico giovanile sintonizzato sulle istanze anti-globalistiche e già individuato come terreno di speculazione sociologica o come mercato. Ma la Epitaph non è una grande corporation e i Pennywise hanno sempre cercato di comportarsi in modo coerente rispetto alla loro visione di ciò che un gruppo punk deve essere. Quindi, hanno la credibilità necessaria per fare in modo che gli slogan lanciati in "Land of the free" possano essere convincenti. Musicalmente, si tratta di un album che mantiene inalterato lo standard qualitativo della band. Non ci sono particolari sorprese, né è lecito aspettarsene da un gruppo il cui stile è ormai ampiamente consolidato: si resta nel solco di un hardcore melodico di scuola Bad Religion (e la lezione dei maestri è particolarmente evidente in "Anyone listening"), di cui i Pennywise sono da tempo riconosciuti campioni. Il popolo di Seattle sarà disposto a fermarsi ad ascoltare?





(Paolo Giovanazzi)
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