Ah-ha, finalmente è tornato il Roscio! Libero per un attimo dai suoi impegni
politico-culturali (fa parte di una commissione governativa che esamina problematiche
relative allindustria musicale inglese), il buon Mick Hucknall sforna un album che
alterna alcune sue nuove composizioni a cinque cover, una delle quali, "The air that
I breathe" viene riproposta due volte (in una cè la collaborazione con Stevie
J., braccio destro di Puff Daddy). La prima cosa da dire è che le cover non vi daranno
alcun tipo di pensiero: sono brani arrangiati e armonizzati nel più tipico stile di
Hucknall, tanto che persino liniziale "Mellow my mind", firmata Neil Young
(!), vi sembrerà un suadente hit del Roscio, che per tutto lalbum mette in mostra
il suo proverbiale soul pop sofisticato. La voce mette (come sempre) i brividi, e
lunica cosa che potrebbe remare contro questo album è che sono passati più di
dieci anni da quando in teoria questa musica andava di moda. Limpressione è che il
pop internazionale come genere sia un po in ribasso se non si butta nel pecoreccio
appassionato tipo Carey & Dion. Comunque qui cè un brano, firmato da Hucknall,
che si intitola "Someday in my life" e che da solo vale tutto lalbum. Un
gioiello di pop senza tempo, roba da rendere invidioso Cole Porter. Ma ci sarà ancora
spazio per la classe di Hucknall?