(Stefano Bianchi)
Herbert - BODILY FUNCTIONS - la recensione
Recensione del 15 mag 2001
Suvvia, non fate i maliziosi... Quelle sonoramente prodotte da Herbert non sono le "funzioni corporali" che vi state sforzando ad ogni costo di immaginare. Herbert "rumoreggia" con elegante discrezione: i suoi sono campionamenti di bottiglie che finiscono in frantumi, piccole cariche d'orologio, cigolii minimi, trilli e rimasugli di drum & bass. Herbert assembla ogni cianfrusaglia elettronica e la srotola come un tappeto sonoro per le sue notturne, umbratili composizioni: 14 in tutto e un po' troppo diluite nel tempo, a voler essere pignoli. Sarebbe stato meglio non sforare l'ora e passa di ascolto, ma in fondo sono dettagli: "Bodily functions" funziona bene, oscillante com'è fra neo lounge, jazz antiquario, sperimentazione e house. Il pianoforte minimale che accarezza "You're unknown to me" flirtando con un violino, le orchestrazioni inquinate dal rumorismo ("It's only"), la bossanova cibernetica ("Foreign bodies") e ancora la techno addomesticata ("Leave me now"), l'elettronica allo sbaraglio ("You saw it all"), il battito ossessivo di "I miss you" e le reiterazioni vocali in chiave swing di "The audience". Tutto si crossoverizza, si amalgama, si intreccia. Altrove, Herbert elabora puro e incontaminato jazz: è il caso di "I know", "About this time each day" e "The last beat". Al resto – cioè a cantare, e bene –pensa l'eterea Dani Siciliano. Un crossover vivente: fra Sade, Tracey Thorn e Billie Holiday.
(Stefano Bianchi)
(Stefano Bianchi)
Tracklist
01. You're unknown to me
02. It's only
03. Foreign bodies
04. Suddenly
05. I know
06. Leave me now
07. The last beat
08. You saw it all
09. On reflection
10. About this time each day
11. Addiction
12. I miss you
13. It's only a reprise
14. The audience