«MOULIN ROUGE SOUNDTRACK - Artisti Vari» la recensione di Rockol

Artisti Vari - MOULIN ROUGE SOUNDTRACK - la recensione

Recensione del 22 giu 2001 a cura di Paola Maraone

La recensione

Chi ha visto questo film l'ha raccontato come inquieto, rutilante, pirotecnico, eppure prevedibile. Un musical pieno di luci e colori sfarzoso e ricco, ma non fondamentale. L'impressione all'ascolto della colonna sonora è un po' diversa: accanto a canzoni da bocciare, qui ci sono canzoni decisamente da salvare. Andiamo con ordine: anzitutto, questo è un disco in cui tutti rifanno tutto. Beck rifà David Bowie, David Bowie rifà classici anni ‘40, gli altri rifanno Madonna, Elton John e i Beatles. Apre e chiude il CD la languida "Nature boy", scritta ai tempi della Seconda Guerra dal musicista ebreo Eden Abbez, nel tempo variamente riproposta da personaggi di grosso calibro come Nat King Cole, John Coltrane, Frank Sinatra, qui ricantata con efficacia dal Duca Bianco, da solo all'inizio, al fianco dei Massive Attack alla fine dell'album. Curiosità: Bowie e la band trip-hoppara non si sono mai incontrati, lui ha registrato da una parte, loro dall'altra: potenza della tecnologia. Il secondo brano è un classico di Patty La Belle in giro da qualcosa come 27 anni: quella "Lady Marmalade" conosciuta dai più come "Voulez vous coucher avec moi". Qui la reinterpretano niente meno che Christina Aguilera, Lil'Kim, Mya e Pink; dietro l'operazione c'è lo zampino di Missy Elliott, che ha pensato bene di produrre il brano, francamente non indispensabile. Poi c'è un pezzo scatenato e curioso, composto per l'occasione: "Because we can" di Fatboy Slim, che ha accettato di scrivere una canzone strizzando un occhio al can can e l'altro al campionatore solo perché "quello di Luhrmann non è uno dei soliti film del c...". Proseguendo, arriviamo a "Sparkling diamonds" in cui possiamo avere un primo assaggio delle non straordinarie doti canore di Nicole Kidman (che certamente è una brava attrice, e niente di più). La sostengono altre voci: Jim Broadbent, Natalie Mendoza, Lara Mulchany, Caroline O'Connor, che rendono sopportabile questo brano in cui qualcuno ha pensato bene di remixare pure "Material Girl" di Madonna.
Poi c'è una canzone evitabilissima: la classica "Rhythm of the night" di Diane Warren ricantata dalla semisconosciuta (e semistonata) Valeria. Segue un'improbabile versione della classica "Your song" (sì, quella partorita da Elton John): qui cantano niente meno che Ewan McGregor (stesso discorso che per la Kidman) e il nostrano tenore wannabe Alessandro Safina, che conferisce al brano un'inquietante atmosfera bocelliana (se ne farebbe volentieri a meno). Subito dopo, la bella prova di Bono, che va a ripescare una pietra miliare del '73: quella "Children of the revolution" di Marc Bolan e dei T-Rex. Accanto al leader degli U2 due bravi compagni di strada: Gavin Friday e il pianista Maurice Seezer, con cui Bono aveva già lavorato in passato.
Purtroppo a questo punto si ricasca nella depressione. la Kidman in coraggioso solo si produce nella strappalacrime "One day I'll fly away", in cui più che cantare parla. Poco male: segue la succitata versione beckiana di "Diamond dogs", stravolta, distorta, che entra sotto la pelle con prepotenza (un po' come quando rompi un bicchiere e ti pungi con una scheggia, con la differenza che qui non hai per nulla voglia di togliertela, questa scheggia). Poi c'è un brano così curioso che forse non si può nemmeno dire che fa schifo. Ci cantano la Kidman, McGregor (e fin qui tutto male) e un tal Jamie Allen, a noi ignoranti sconosciuto. I tre si cimentano in un miscuglio quantomeno azzardato: mettono assieme "All you need is love", "I was made for lovin you", "One more night", "Pride", "Don't leave me this way", "Silly love songs", "Up where we belong", addirittura "Heroes" (!) e "I will always love you". Manca solo "You can leave your hat on" e poi siamo a posto. Ma non perdetevi d'animo: dopo "Come what may", dignitosa canzone à la francaise rifatta dalla diligente Kidman e dal suo socio, c'è il capolavoro assoluto del disco: "El tango de Roxanne", ovvero un mix tra la vecchia "Roxanne" di Sting e l'oscuro "Tango de le Moulin Rouge". Il miracolo è nella voce che crediamo appartenere all'oscuro Jacek Koman (escludendo Ewan McGregor e Jose Feliciano che compaiono assieme a lui nei crediti): una sorta di Tom Waits graffiante, rauco e travolgente. Segue un altro francesismo con "Complainte de la butte", e in prefinale compare "Hindi sad diamonds": la Kidman qui non stona, accanto a John Leguizamo e Alka Yagnik, che con lei interpretano un curioso pasticcio di musica araba, canti maori, sonorità alla Prodigy e nel frattempo rendono omaggio alla Diva per eccellenza: Marilyn Monroe in "Diamonds are a girl's best friend". E se queste informazioni non vi bastano, non vi resta altro che guardarvi il film.

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