«NOI NON CI SAREMO VOL.2 - C.S.I.» la recensione di Rockol

C.S.I. - NOI NON CI SAREMO VOL.2 - la recensione

Recensione del 18 mag 2001

La recensione

Finisce in sordina la storia dei CSI, così com’era cominciata. Finisce in sordina con questo annunciato secondo volume, uscito però nel silenzio pressoché generale. Forse è un bene, perché della fine dei CSI si è già detto tutto quello che c’era da dire. Sicuramente è anche un po’ un male, perché quanto ha fatto questo gruppo per la musica italiana è noto a tutti, ma è meglio non dimenticarlo. Certamente questa fine silenziosa rispecchia lo stile defilato di un gruppo composto innanzitutto di persone, che ha fatto musica solo quando aveva davvero qualcosa da dire. In questa logica rientra la scelta anticommerciale e fuori dal tempo di fare un’antologia in due volumi, pubblicati l’uno a pochi mesi di distanza dall’altro.
Come nel primo volume, qui sono raccolte alcune chicche assolute, per lo più dedicate ai fan ma adatte anche a chi poco conosce il gruppo. Pressoché obbligato partire dalla segnalazione di “Irata”, una delle più belle cose mai scritte dai CSI (se non la più bella), presente in una versione registrata nel concerto di fine Millennio con Goran Bregovic. Oppure quella “Buon anno ragazzi” che fu uno dei tramiti tra “Linea Gotica” e ““Tabula rasa elettrificata”, e difficilmente rintracciabile. O ancora la versione di “Brace” per archi e voci, davvero toccante. Per interesse svetta invece “Non torna”, basata su un testo scritto a Berlino durante il soggiorno di Ferretti e Zamboni che diede luogo alla ben nota rottura del gruppo, musicata nell’autunno 2000 a Firenze a scioglimento del gruppo avvenuto.
Insomma, ora cala davvero il sipario sui CSI, e la speranza di tutti è ovviamente di ritrovare presto questi musicisti intenti a fare musica, in qualche altra forma. Buon anno, ragazzi.

(Gianni Sibilla)
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