«RAISINS IN THE SUN - Raisins In The Sun» la recensione di Rockol

Raisins In The Sun - RAISINS IN THE SUN - la recensione

Recensione del 11 apr 2001

La recensione

Sotto la denominazione Raisins In The Sun si nasconde una specie di supergruppo composto da produttori (Jim Dickinson, Paul Kolderie, Sean Slade), musicisti (Harvey Brooks, Winton Watson) e cantautori (Chuck Prophet, Jules Shear), tutti più o meno legati alla scena rock americana. Riunitisi in uno studio di Tucson, in un paio di settimane hanno messo a punto questo album fatto di canzoni legate alle radici del rock Made in Usa, ovviamente costruite e suonate con grande mestiere e passione, per quanto il piglio generale possa essere da jam session. In effetti, della jam session hanno ben poco, visto che sono prive di inutili solismi, lunghe improvvisazioni o esercizi di stile. I Raisins In The Sun suonano come una band affiatata ed eseguono una manciata di canzoni che attraversano trasversalmente i territori del roots-rock, del blues, del country e del pop-rock, rese con grande padronanza e con serenità da gente che ha lavorato a contatto con Bob Dylan, Miles Davis, Green On Red, Doors, Radiohead, Rolling Stones, Aretha Franklin e altre intramontabili leggende. Tutti i brani risultano ben eseguiti e ben arrangiati e l’insieme non dà assolutamente l’idea di un qualcosa di estemporaneo o raffazzonato, mostrando una formazione compatta e con le idee chiare. Solo un gruppo di personaggi di questa levatura poteva riuscire a “ingannarci” così bene. Speriamo che “Raisins In The Sun” non resti un episodio isolato come fu per un progetto analogo di parecchi anni fa che nel 1992 riuniva sotto la ragione sociale di Little Village quattro stelle di prima grandezza come Ry Cooder, John Hiatt, Jim Keltner e Nick Lowe.

(Diego Ancordi)
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