«A BUENA VISTA: BARRIO DE LA HABANA - Soneros De Verdad» la recensione di Rockol

Soneros De Verdad - A BUENA VISTA: BARRIO DE LA HABANA - la recensione

Recensione del 02 giu 2001

La recensione

“A Buena Vista: Barrio de la Habana”. Ormai tutti o quasi gli artisti cubani cercano in tutti i modi di sfruttare il nome del mitico locale e la fama datagli dal fortunato film di Wim Wenders. In effetti il progetto di lancio della musica popolare dell’isola caraibica operato dal chitarrista americano Ry Cooder ha dato il via a quello che è un vero e proprio tormentone, inserito in quel gigantesco e ormai confusionario calderone che è diventata la musica “latina”. La parte “anziana” dei Soneros de Verdad, quanto meno, appartiene realmente alla scena musicale della cuba “storica”, anche se con il progetto di Cooder ha poco a che vedere. L’unico collegamento credo sia il cantante Manuel “Puntillita” Licea, peraltro scomparso pochi mesi fa, presente anche nel film di Wenders. Più che altro, questo è un omaggio al “Buena Vista Social Club” e a tutto quello che ci sta dietro: L’album è infatti dedicato da Luis Frank (curatore del progetto Soneros de Verdad) a Juan De Marcos Gonzales “per avere diffuso attraverso la musica cubana e per essere riuscito a unire le stelle di Buena Vista Social Club”. Musica, tabacco e rum, dunque, in un disco che unisce classici della musica cubana come “La sitiera” od “Oguere” a composizioni dei membri del gruppo. Un bell’album, che piacerà sicuramente agli appassionati di son e guarachas e a tutti coloro che hanno apprezzato l’esplosione improvvisa di artisti ottuagenari dalla vitalità sorprendente, qui affiancati a giovani musicisti che contribuiranno a tramandare la tradizione attraverso un nuovo passaggio generazionale e che già contribuiscono a rendere fresco e brillante il suono di questo lavoro.

(Diego Ancordi)
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