«ANARCHIST OF GOOD TASTE - Dog Fashion Disco» la recensione di Rockol

Dog Fashion Disco - ANARCHIST OF GOOD TASTE - la recensione

Recensione del 29 mag 2001

La recensione

Per compiere un giusto approccio verso questo secondo lavoro degli americani Dog Fashion Disco bisognerebbe dimenticare tutti i vecchi cliché che hanno da sempre caratterizzato l'heavy metal. Per gustarlo meglio si dovrebbe possedere una buona apertura mentale anche verso territori musicali ostici e originali, indubbiamente perigliosi e inadatti per chi vive solamente aspettando di ascoltare l'ultimo disco dei Labyrinth (un nome a caso, ma gli esempi potrebbero essere molteplici!). Chi invece è già "rodato" e abituato a prestare orecchio a gruppi come Faith No More, Mr. Bungle e System Of A Down, qui si dovrebbe sentire a casa. Eccentrici, spiritosi e provocatori, i Dog Fashion Disco sono saltati inizialmente alla ribalta soprattutto per la presenza di un ospite noto ai cultori del nu metal, Serj Tankian (System Of A Down), chiamato per prestare i suoi vocal sul brano "Mushroom cult". Già questo dovrebbe essere sufficiente per delineare la filosofia "pazzerella" che domina la band. Ma se qualcuno obbietterà affermando che questo intervento sia solo un esca per attirare i più sprovveduti, si dovrà senz'altro ricredere ascoltando le altre tracce. I titoli e le liriche dei brani sono alcune delle componenenti più importanti di questo disco. Chi mai ha avuto il coraggio di intitolare un brano "Pour some urine on me", titolo che vagamente ricorda una ben nota canzone dei Def Leppard? Far rabbrividire un buono come Walt Disney ("Cartoon autopsy"), oppure scrivere un testo che recita: "Non ti addormentare o ti taglieremo i genitali"? Citando con facilità Frank Zappa e i Devo, i Dog Fashion Disco esplorano anche il rock anni '70 dei Jethro Tull ("Vertigo Motel"), arrivando a comporre addirittura una canzone che potrebbe fare da sigla a qualche pellicola di serie B ("Leper friend"). Stacchi improvvisi, cambi di tempo e ritmi che passano da un genere all'altro qualificano il gruppo come la "mosca bianca" dell'attuale scena nu metal. Ma vi appartengono veramente? I dubbi restano. Certamente non raccoglieranno lo stesso numero di sostenitori dei System Of A Down, ma siamo sicuri che con questa buona produzione i DFD si potranno tranquillamente guadagnare una buona fetta di sostenitori.

(Angelo Ferrari)
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