Mj Cole - SINCERE - la recensione

Recensione del 07 lug 2001

Un disco-sollievo per gli appassionati di R&B e dintorni. Avete presente gli Artful Dodger? Bene, qui siamo in presenza di un caso simile. Anche MJ Cole è un ex-frequentatore di rave, non-nero, non-americano. Anche lui ha remixato qualunque cosa, prima di mettersi a produrre musica propria. Anche lui ha (più che in testa) nel sangue queste note e questi ritmi nervosi e sincopati, al limite estremo del reggae da un lato, del drum ‘n’ bass dall'altro. Quello di "Sincere" è una sorta di filo sonoro distorto, piegato, stravolto dai campionamenti, e all'opposto reso umano da chitarre acustiche, corni, pianoforti: una foresta digitale multistrato, da affrontare buttandocisi a capofitto, senza esitazioni e senza pregiudizi. Ché quello che potrebbe sembrare l'album più noioso del mondo è in realtà un film fatto di suoni avvolgenti, ipnotici, ossessivi, una fusione di dolcezza e ritmi martellanti. Scaldato dalla voce di Elisabeth Troy (umana anche lei, troppo umana) in ballate come "I see" oppure nel brano che dà il titolo all'album; impreziosito dalla formazione (anche) classica di MJ Cole in "Crazy love". Detto ciò, se siete fan del rock non comprate "Sincere": questo disco viene dopo. O prima. Comunque, sta da un'altra parte.


(Paola Maraone)

Tracklist

01. Introduction
02. Tired games
03. Attitude
04. Bandelero desperado
05. MJ FM interlude
06. Crazy love
07. Sanctuary
08. I see
09. Sincere (re-cue'd)
10. Strung out
11. Rough out here
12. Slum king
13. Radio interlude
14. Hold on to me
15. Free my mind

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