Polina - PULL SANTI - la recensione

Recensione del 15 mag 2001

“Pullsanti”, album d’esordio dei napoletani Polina, era stato originariamente pubblicato all’inizio del 2.000. Per evitare che se ne perdessero le tracce, la NuN Entertainment ha deciso di prendere la posse sotto le sue sgrinfie e di rimettere il disco in circolazione rimasterizzato. L’operazione è stata effettuata arricchendo il CD con tre bonus track in versione live e con il remix di “Rotola” degli Almamegretta. Un recupero voluto dalla scuderia di Senardi come testimonianza importante dell’evoluzione di una scena partenopea che tende ad assumere in modo sempre più determinante il ruolo di crocevia musicale internazionale. Proprio in gruppi come Polina, Almamegretta, 99 Posse (che godono dell’appoggio incondizionato da parte di colleghi musicalmente molto diversi come Pino Daniele), si identifica un nuovo modo di vedere la città di Napoli come fucina di una nuova tradizione: quella della contaminazione non solo mediterranea, ma mitteleuropea e globale. Ecco, allora, il dialetto partenopeo usato su basi hip-hop, jungle e drum’n’bass, peraltro usate in modo magistrale. E il pregio principale di questa riedizione di “Pullsanti” sta forse proprio nelle tracce aggiunte (“Indaboll” registrata a “Suoni e Ultrasuoni”, “A part e copp” e “DeB” al festival Neapolis), che permettono di mettere a confronto la dimensione da studio e la resa live dei Polina, recentemente potenziata dall’ingresso in formazione di un batterista come il turnista Agostino Mennella.


(Diego Ancordi)

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